Dopo 12 anni tornano i Blur con “The Magic Whip”

Questa settimana in Music Box ci ascoltiamo The Magic Whip, l’ultimissimo album dei Blur.

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Dopo 12 anni ecco il grande ritorno, con un album decisamente interessante. Nato per caso in soli 5 giorni un anno fa. Il gruppo si trovava in Asia per suonare al Tokyo Rocks Music, il festival è stato cancellato e la band si è trovata intrappolata per 5 giorni a Hong Kong, non sapendo cosa fare si sono chiusi agli Avon Studios e hanno registrato nuova musica.

La traccia numero 4 è Ice Cream man. Il sound di questo pezzo ricorda molto quello dei Gorillaz, ma soprattutto ecco spiegato il perché del gelato in copertina

Go Out è il primo singolo estratto da The magic Whip. Un brano che ci riporta indietro di quasi 20 anni con le melodie di Damon e anche alcuni assaggi sperimentali. Insomma uno di quei pezzi che ci fa capire che sì i Blur gli inventori del Brit pop ci mancavano.

In Thought I Was A Spaceman troviamo chiari e evidenti i riferimenti a Space Oddity di David Bowie già a partire dal titolo. Un ottimo pezzo, forse uno dei migliori di questo album che a dirla tutta Damon nemmeno voleva. E’ stato il chitarrista Graham Coxon quello che non si è arreso e dopo un anno p riuscito a convincere il frontman del gruppo, che all’inizio di quest’anno è volato a Hong Kong per trovare l’ispirazione per i testi.

I Broadcast, ecco quello che potrebbe essere il terzo singolo che sarà estrapolato da questi album. Qualcuno l’ha definita la Song 2 della maturità. Uno di quei pezzi che però live rendono decisamente bene, anche se pe r ora la band non ha ancora fissato tantissime date.

La traccia 7 My terracotta Heart è davvero emozionanti. Questo pezzo ci fa capire che nonostante gli anni di assenza i Blur sono ancora vivi e hanno ancora buona parte di quella “magia” che li aveva portati ad essere una delle band più apprezzate della scena Brit pop e non solo!
There are too many of us è un altro gran bel pezzo. si contraddistingue dal ritmo militaresco che si mescola a una bellissima sezione d’archi. Il testo è decisamente cupo, in alcune parti non di facile comprensione ma Damon ha raccontato di aver scritto le parole dopo essere stato testimone diretto della crisi degli ostaggi a Sydney nello scorso Dicembre.

Una bella ballad funk-soul dolce e rilassata ecco Ghost Ship, uno di quei pezzi che sarebbero stati bene anche in un album Motown degli anni Settanta. Vogliamo parlare del giro di basso?!! Uno di quei particolari che rende questo pezzo un capolavoro.
Lonesome Street  è l'ultimo singolo dei Blur ed è stato presentato 2 giorni dopo il “secret è show” al Mode di Londra dove i Blur hanno presentato l’album davanti a 300 fan. Lo show è stato poi successivamente trasmesso anche su You Tube. E cosa possiamo dire di questo pezzo? Che mancava la chitarra di Coxon, quello che aveva abbandonato la band per i numerosi scontri con Damon.
La traccia 10 Pyongyang. Una canzone personale e politica al tempo stesso. Come abbiamo potuto constatare è un album molto discontinuo, dove troviamo canzoni impegnate mentre in altre ritroviamo quel pizzico di cazzeggio che i dischi del Blur hanno sempre avuto.
Si tratta questo dell'ottavo album in studio della famosa band inglese che il prossimo 20 giugno tornerà a Hyde Park, uno dei più grandi parchi reali di Londra dove la band si esibirà per la quinta volta.
E con Ong Ong ci salutiamo ma senza prima aver ricordato il sito ufficiale dei Blur www.blur.co.uk e che per ora le date fissate sono poche e l’Italia non compare. Le date europee per ora sono il 15 giugno allo Zénith de Paris a Parigi e il 20 giugno a Hyde Park a Londra.

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