Profughi, si parla di distribuzione. Dosi e Rolleri: sì. Altri sindaci divisi

 Profughi, basta nominarli e gli animi si scaldano. E’ accaduto anche in mattinata, a margine della conferenza socio sanitaria, quando abbiamo provato a chiedere ad alcuni sindaci presenti cosa ne pensassero dell’arrivo di altri 80 migranti (o almeno questa è la notizia che circola da qualche giorno), ma soprattutto del monito del prefetto Anna Palombi, con il quale ha bacchettato i primi cittadini: “Basta con l’ostruzionismo, i profughi vanno accolti”. 

A farsi portavoce dei sindaci contrari all’accoglienza, Lucia Fontana di Castelsangiovanni: “Contesto una politica buonista ma miope e che vuol fare scontare a noi una debolezza manifesta all’Europa che si dimostra sorda ad ogni appello. Non può passare l’idea che sulla testa dei sindaci si vada a concentrare tutto il problema dell’accoglienza e della gestione di queste persone. E’ un popolo di dannati, ma non bisogna dimenticare che noi abbiamo una responsabilità rispetto ai cittadini che amministriamo, perché poi è su di loro che si abbatte l’impatto di una massa di persone che hanno forti esigenze e che le amministrazioni non sono in grado di gestire, dal punto di vista igienico-sanitario e di relazioni umane. Siamo per un’accoglienza organizzata – ha aggiunto Fontana -, che non crei conflitto sociale. Castelsangiovanni  ha una presenza di extracomunitari del 22,2%, tra i pirmi in regione e non è facile gestire una situazione del genere. Per questo il nostro non è un no preconcetto”. 

D’accordo con la collega, seppur con dei distinguo, il primo cittadino di Bobbio, Roberto Pasquali. Che sembra avercela più con le parole del prefetto che con gli stesso profughi: “Io sono un sindaco, non accetto di essere bacchettato. Sono stato eletto democraticamente e non nominato. E svolgo il compito di tutela della salute sul territorio. Credo, quindi, sia necessario riequilibrare a livello italiano l’accoglienza degli stranieri. Non ci possono essere Regioni che dicono ‘no’ e Stati come l’Inghilterra che si rifiutano di collaborare. Al prefetto e al presidente della Provincia, quindi, chiedo di tirare fuori dal cassetto quel piano di redistribuzione dei migranti, stilato in via Garibaldi, dove erano previsti 6-7 punti imprescindibili per l’accoglienza. Firmato dai sindaci, non è stato ancora preso in considerazione dal prefetto. Se saremo in grado di fare fronte agli arrivi bene – ha chiarito Pasquali -, ma se verranno scelti spazi che supereranno gli standard abitativi del piano regolatore il sindaco è tenuto a intervenire”. 

In questa “conferenza stampa” improvvisata, a margine della seduta per l’approvazione del bilancio dell’Asl, erano presenti anche il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi e il presidente della Provincia, Francesco Rolleri. Il primo cittadino del capoluogo, dal canto suo, si è detto favorevole alla redistribuzione, visto che Piacenza – rispetto ad altri Comuni – ha da tempo superato il numero di profughi previsto: “Ormai abbiamo capito che non si tratta di un’emergenza ma di una storia contemporanea che sta cambiando. E’ necessaria una ripartizione a livello regionale e provinciale. Dobbiamo quindi cercare di chiedere, attraverso la prefettura, che vengano osservati dei principi di equa distribuzione. Non possiamo ignorare un fenomeno che appartiene a una storia che sta cambiando”. Dosi, inoltre, ha commentato il “no” della regione Valle d’Aosta all’arrivo di soli 79 migranti: “Sembra anacronistico. Perché riflettendo, per dire solo dei ‘no’ non serve un amministratore. Se penso quindi a chi amministra una Regione, esiste un principio di responsabilità con il quale puoi rispondere con delle motivazioni, proponendo delle alternative ma rispondere solo di ‘no’, non solo è semplicistico ma anche molto comodo e personalmente non riesco a condividere questa atteggiamento”. 

In linea con questo pensiero il presidente della Provincia e sindaco di Vigolzone, Francesco Rolleri. Il quale, ricoprendo il suo ruolo nell’ente di via Garibaldi, si è detto pronto a riprendere il confronto su una più equa ripartizione: “Il problema non è nelle dimensioni che alcuni sindaci prospettano, perché se ognuno facesse la sua parte staremmo parlando di numeri bassissimi. C’è la volontà di attaccare il governo centrale, perché ospitando 8 profughi in un Comune non si va a minare la coesione sociale o a creare problemi socio-sanitari. Chiedo quindi a tutti di fare la propria parte. Poi, se qualcuno vuole farne una battaglia politica, bene. Ma Piacenza sta sopportando il peso maggiore e si chiede la solidarietà degli altri Comuni. Se diciamo ‘no’ non si farà altro che peggiorare la condizione del capoluogo. E’ vero che come sindaci abbiamo dei diritti, ma anche dei doveri rispetto alle decisioni del governo. Il prefetto lo rappresenta sul territorio e noi siamo tenuti a mettere in atto le direttive che ci arrivano, come dovere istituzionale. Quindi pronto a ridiscutere della distribuzione dei profughi, senza preconcetti ideologici”. 

Nella tabella la situazione dell’accoglienza dei profughi con le percentuali delle presenze spettanti per ogni provincia. E quella di Piacenza risulta avere qualche presenza in più rispetto a quanto stabilito.

Provincia

% popolazione residente

Presenze

% reale

Bologna

21,7

825

24,10

Ferrara

7,3

275

8,03

Forlì Cesena

10,4

312

9,11

Modena

11,6

416

12,15

Parma

11,7

317

9,26

Piacenza

7,6

244

7,13

Ravenna

10,3

369

10,78

Reggio Emilia

10,8

361

10,55

Rimini

8,6

304

8,88

TOTALE **

100

3423

100,00

 

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