Serie infinita di molestie all’ex compagno, 28enne arrestata per stalking

 Una donna di origine marocchina è stata arrestata dalla polizia a Piacenza per stalking. Gli accertamenti della Squadra Mobile di Piacenza hanno messo in luce le molestie della donna nei confronti dell’ex compagno e della nuova fidanzata dello stesso.

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A nulla è valsa la misura di divieto di avvicinamento emesso nel mese di aprile dalla procura dei minori di Bologna e notificato dal Tribunale di Piacenza: la donna ha continuato a rendersi responsabile di insulti continui al citofono e in mezzo alla strada, offese ad alta voce sotto la finestra dell’abitazione, lanci di sassi contro le tapparelle dell’ex compagno, trasgressioni ripetute al divieto di avvicinamento, telefonate ingiuriose alla nuova fidanzata dell’ex. 

Una vicenda che nasce da lontano, nel 2013, e che ha visto la 28enne protagonista di una serie di episodi davvero infinita di molestie nei confronti dell’ex, un 50enne piacentino e della sua nuova compagna. Il tutto che ha coinvolto anche la figlia nata dalla loro relazione, oggi di 2 anni, che ha vissuto momenti davvero preccupanti, per i quali la procura dei minori di Bologna ha previsto da circa un anno l’affidamento al padre. 

Ecco l’innumerevole sfilza di episodi che hanno costretto l’intervento delle forze dell’ordine, spiegati in mattinata dal dirigente della Squadra mobile, Salvatore Blasco. Il primo nel maggio del 2013, quando la donna si era rinchiusa nell’auto dell’allora compagno e non voleva scendere. Dopo quattro ore l’intervento della polizia l’aveva riportata alla calma ma denunciata a piede libero per violenza privata. Ancora, nel giugno 2013 era stato necessario un intervento della polizia a casa della coppia per un furioso litigio, alla presenza della figlia di pochi mesi. Nell’agosto del 2013, la donna era stata denunciata per il furto del cellulare del compagno, sempre dopo una lite. Nel settembre dello stesso anno, dopo l’ennesima sfuriata e l’intervento della volante, la 28enne si era buttata a terra percuotendosi da sola ma cercando di dare la colpa agli agenti e per questo era stata denunciata per resistenza, ubriachezza e abbandono del minore. Questo perché, per litigare con il 50enne, aveva lasciato la figlia in un bar. Non solo, visto che nel marzo del 2014, si era reso necessario un altro intervento dei poliziotti piacentini, quando venne segnalata la presenza della bambina in casa da sola che piangeva. 
A seguito di questi episodi, la procura dei minori di Bologna aveva tolto l’affidamento alla giovane
e la Procura aveva spiccato un divieto di avvicinamento all’abitazione dell’ormai ex compagno al quale era stata affidata la piccola.
Di nuovo, però, nell’ottobre del 2014 la polizia era nuovamente intervenuta, questa volta su richiesta della nuova compagna del 50enne, perché la 28enne marocchina si era attaccata al citofono della casa creando un evidente “disagio acustico”.

A questo si aggiungono continue telefonate e sms con insulti, tanto da costringere la coppia a staccare il telefono di casa. Ma non è finita, perché, senza tenere conto del divieto di avvicinamento, la giovane si era presentata nel negozio di lui cercando ancora di molestarlo. Non contenta, nell’aprile del 2015 la marocchina era stata denunciata dalla nuova compagna dell’ex per aver ricevuto delle minacce di morte, oltre ad aver segnalato una quindicina di visite nell’abitazione con il danneggiamento di alcune fioriere poste all’esterno e il lancio di sassi alle tapparelle.