Moglie presa a martellate in tribunale, chiesti 6 anni e 6 mesi di carcere

 È arrivata una richiesta di 6 anni e 6 mesi di reclusione per il 61enne di Rodi Garganico che nel maggio 2014 in un corridoio del tribunale di Piacenza prese a martellate la moglie che voleva separarsi. L'accusa, gravissima, è quella di tentato omicidio aggravato. In base alla perizia psichiatrica effettuata dal dottor Filippo Lombardi, l'uomo è parzialmente capace di intendere e di volere ("la sua capacità è grandemente scemata") ed è un uomo "socialmente pericoloso". Il fatto era accaduto la mattina del 27 maggio 2014. L'uomo raggiunse la moglie, una marocchina di 33 anni, nel corridoio della sezione civile del tribunale, estrasse un martello che aveva in borsa e iniziò a colpire la donna che rimase ferita, ma riuscì a scappare. L'aggressore fu bloccato e arrestato. A inizio udienza, su richiesta del suo avvocato difensore Guido Gulieri, l'imputato è stato ascoltato dal gip Giuseppe Bersani ed ha spiegato di aver agito come una furia poiché "non accettavo di essere stato tradito da mia moglie". "Io amo mia moglie" ha aggiunto. Durante la requisitoria del piemme Antonio Colonna lo stesso ha più volte dato segni di nervosismo interrompendolo e costringendo il giudice Giuseppe Bersani a intervenire per calmarlo. La riduzione di pena è derivata dal fatto che il vizio parziale di mente è stato considerato prevalente rispetto alla contestata aggravante. Il prossimo 9 luglio, dopo le conclusioni della difesa e della parte civile (avvocato Monica Pozzi per la donna), sarà pronunciata la sentenza.

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