L’editore: l’imprenditore della letteratura

La figura più desiderata, odiata, amata, stressata, sognata, ricercata da parte di uno scrittore non è né il libraio, né l’editor, né l’addetto stampa. No, nei loro confronti i sentimenti sono o bianchi o neri, o amore od odio. Colui che suscita una serie controversa di emozioni, per uno scrittore – in erba o affermato – è l’editore.

L’editore non è un mecenate, ovviamente, ma un imprenditore e talent scout che fiuta l’aria per capire dov’è meglio investire i suoi soldi. Al contempo, l’editore conosce bene la realtà editoriale e – si spera! – la letteratura. Si avvale di molte figure dell'editoria che consulta, ma, in ultima analisi, è lui che decide se pubblicare o meno un libro.

Gli editori onesti pubblicano senza chiedere contributi agli scrittori, anzi si presume che questi ultimi vengano pagati per il lavoro già svolto – quello di scrivere.

Per diventare editori serve aprire un’azienda, quindi bisogna seguire tutto l’iter tradizionale della partita IVA, dell’apertura di una sede e così via. Servirà, inoltre, contattare un tipografo e un distributore, senza il quale difficilmente i libri stampati raggiungeranno il loro pubblico. Editor e addetto stampa, grafico e tutte le altre stelle che compongono la costellazione di una casa editrice sono altrettanto importanti e indispensabili.

Di certo gli scrittori non mancano, per cui chi fosse interessato ad avventurarsi in questo mare splendido e impegnativo, al contempo, è senz’altro benvenuto! Anzi: desiderato, odiato, amato, stressato, sognato, ricercato.

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