Organizzatore di eventi: il quasi-santo dell’editoria

Le organizzazioni fantozziane, anzi targate ragionier Filini, non piacciono a nessuno, ecco perché le aziende, in generale, e gli editori, in particolare, si avvalgono solitamente di un organizzatore di eventi per raggiungere il pubblico.

Serve una grande pazienza, capacità organizzativa e di archiviazione, problem solving, gestione dello stress e tutte quelle altre doti che rendono gli esseri umani quasi santi per diventare organizzatori di eventi. Perché? Il motivo è presto detto: l’organizzatore di eventi deve creare armonia nella collaborazione tra le diverse figure che fanno parte di un evento. Stampa, scrittore, editore, pubblico, catering – se l’evento è di grande portata.

Per diventare organizzatore di eventi è auspicabile una laurea in Beni culturali, o comunque umanistica, e aver fatto almeno un po’ di gavetta, momento in cui si apprende sul campo e, soprattutto, si accumulano i contatti indispensabili per svolgere questo mestiere.

Non solo gli editori saranno felici di collaborare con gli organizzatori di eventi, ma anche le aziende in generale, perché una cattiva gestione durante un evento è altamente nocivo per l’azienda.

Chi dovesse possedere i requisiti non esiti di offrirsi per collaborazioni presso gli editori, sicuramente le porte si apriranno!

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