Bilancio, 2° giorno di discussione. Gli strali dell’opposizione: città vecchia

«Una città più povera, più vecchia, con più extracomunitari. Solite tasse, solito assistenzialismo, solito bordino. Morale, l’unica cosa che trovo utile in questo momento, considerata la mia età, è un blando antidepressivo». L’inizio dell’intervento di Massimo Polledri della Lega nel secondo giorno di discussione in Consiglio comunale sul bilancio di previsione 2015 la dice lunga sul tono delle critiche che l’opposizione muove alla Giunta di Paolo Dosi sulla “visione” che emerge dal documento sottoposto ai consiglieri. Una visione improntata alla spending review, naturalmente, come ha sottolineato ieri l’assessore al Bilancio Luigi Gazzola, parlando di un contenimento della spesa già effettuato negli ultimi due anni pari a 5 milioni di euro. Spending review ogni giorno più necessario anche perché da Roma arrivano sempre meno soldi: si parla di un miliardo e mezzo di euro in meno per tutti i Comuni. Più entrate per Palazzo Mercanti dalla lotta all’evasione e ai controlli su Imu, Tasi eccetera. 

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Ma all’opposizione non basta. E oggi, sull’onda lunga degli interventi di ieri, hanno colpito duro: «La Giunta ci propone la fiera del qualunquismo – dice Erika Opizzi di Fratelli d’Italia – con progetti altisonanti che non si sa che fine faranno e se porteranno frutto». Il riferimento è a Borgo Faxhal, all’alienazione delle quote delle società partecipate, all’aumento di capitale di Piacenza Expo che dovrà essere approvato. Ma non solo, Opizzi lancia una frecciata sull’ufficio legale di Palazzo Mercanti: «Costa un milione e seicentomila euro all’anno, una cifra abnorme che potrebbe essere risparmiata con consulenze esterne caso per caso». E poi il campo nomadi: niente è stato detto e fatto nonostante una legge regionale preveda di andare verso il superamento. In buona sostanza, secondo Fratelli d’Italia, si sta discutendo di un bilancio previsionale «che è la brutta copia di quello dello scorso anno e che non ci fa certo sperare che gli anni migliori siano davanti a noi». E l’ultima frase è una frecciata allo slogan della campagna elettorale che ha portato all’elezione di Paolo Dosi a sindaco di Piacenza. 

A rincarare la dose ci ha pensato ancora Polledri: «Serve la cultura della tolleranza zero, la cultura del presidio del territorio, la cultura dell’ascolto dei cittadini, che spesso sono pesanti, è vero, come sono pesanti certe associazioni; ma vanno ascoltati perché da loro arrivano gli spunti per intervenire in maniera mirata». 

Un lungo peana pro-Giunta è uscito dall’intervento di Christian Fiazza che ha inizialmente posto l’accento su ciò che è stato oggettivamente fatto: rotonde, parco del Trebbia, ciclabili, nuove realtà imprenditoriali, ztl, Expo eccetera; per poi analizzare la “ratio” di un certo modo di amministrare per difendersi dal fuoco di fila delle opposizioni.

«La nostra concezione di buon governo – dice Fiazza – è la nostra visione di Piacenza 2022, cioè l'idea di famiglia, di solidarietà , di condivisione dei benefici e degli oneri per il bene di tutti. Perché? perché noi siamo di centrosinistra». E prosegue: «Noi siamo democratici e gli altri ci stanno a cuore. Non pensiamo che sia un sentimento patetico, un segno di debolezza. Al contrario, siamo persuasi che l'attenzione verso gli altri, sia l'attenzione dei forti. La forza che si prende cura degli altri si chiama empatia: significa fare quello che è necessario per aiutare gli altri ad esprimere tutte le loro potenzialità. Più di 25 milioni destinati al nuovo welfare. Più di 25 milioni per continuare a mantenere quella rete di sicurezza. Un welfare che, si badi bene, e contrariamente a quanto avete sostenuto – dice rivolgendosi direttamente ai consiglieri di minoranza – non tratta più di contributi a pioggia e contributi dati anche ai non meritevoli. Questo è il pilastro su cui si regge la nostra moderna concezione di welfare cioè l'idea di comunità fondata sui principi della giustizia sociale…perché tutti sappiamo bene che la prova del nove di qualsiasi società progredita, governo progredito, e' il suo impegno verso i poveri ed i deboli». 

Paolo Garetti (Sveglia!), proprio partendo dal contenuto dell’intervento di Fiazza, ha spostato l’attenzione sulle oggettive carenze piacentine in termini di promozione e valorizzazione delle tante bellezze che in realtà ci sono. Si pensi alla pinacoteca di Palazzo Farnese, ma non solo, dice Garetti. E butta lì una proposta che solleva un po’ di brusìo: possibile che non si possa pensare di affidarsi a professionisti che garantiscano risultati? Per un anno non facciamo il Festival del Diritto e spendiamo per la promozione, ma qualificata, seria e che porti risultati. Non è possibile che i nostri musei siano splendidi e.. vuoti. 

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