Botte in carcere tra bande rivali per la supremazia nel “braccio”: 5 condanne

Una violenta rissa in carcere con due fazioni contrapposte che si contendevano la "supremazia" della sezione. Cinque i protagonisti della vicenda, quattro dei quali (due nigeriani, un rumeno e un ungherese) condannati a tre mesi di reclusione e uno (un ghanese difeso dall'avvocato piacentino Francesca Beoni) a due mesi. Così ha stabilito il gip Elena Stoppini nel processo con rito abbreviato che si è celebrato stamattina (10 luglio) in Tribunale a Piacenza dopo che il piemme Emilio Pisante aveva chiesto condanne da otto mesi a un anno e un mese. La zuffa tra gli stranieri, tutti energumeni, era avvenuta nel febbraio del 2014 nella sezione F del carcere delle Novate, quella dei "protetti", dove sono rinchiusi i detenuti responsabili di reati in materia sessuale. In aula gli imputati si sono accusati a vicenda spiegando come la rissa fosse stata originata da futili motivi. In realtà, stando ai ricontri investigativi, si sarebbe trattato di una resa dei conti tra bande – in questo caso africani da una parte, balcanici dall'altra – per ottenere il "comando" della sezione: a quanto pare circostanze "normali" nei carceri, con lotte per accaparrarsi piccoli favori come le sigarette. I cinque, tre da una parte e due dall'altra, se le diedero di santa ragione colpendosi con calci e pugni, ma anche con un pesante portacenere. Riportarono ferite giudicate guaribili tra i 10 e i 20 giorni. Oggi la condanna.

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