Madre e zio maltrattati e denutriti. E si giocavano pure le loro pensioni

Avrebbe dovuto prendersi cura della madre e dello zio, entrambi anziani e invalidi. E invece li avrebbe costretti a vivere in un alloggio popolare in mezzo alla sporcizia, spesso senza energia e riscaldamento, a volte senza cibo, senza le cure minime; e, insieme al figlio poi si sarebbe giocata al casinò i soldi delle loro pensioni.  E’ una vicenda davvero ai limiti quella approdata nei giorni scorsi di fronte al giudice per le indagini preliminare Giuseppe Bersani nel processo che vede come imputati una 57 piacentina e il figlio di 32 anni. Per loro le accuse vanno dai maltrattamenti in famiglia alla sostituzione di persona, dall’appropriazione indebita alla truffa. Si tratta di fatti accertati ed avvenuti durante tutto l’arco del 2013 fino a quando gli investigatori hanno scoperto quanto accadeva tra quelle mura. Una situazione solo in parte nota ai Servizi sociali del Comune in quanto gli stessi imputati avrebbero fatto di tutto pur di tenere nascosto agli operatori la situazione di degrado arrivando addirittura a non aprire loro la porta di casa. Questo perché all’interno dell’abitazione in cui vivevano la madre e lo zio ultranovantenni, malati e non in grado di essere autosufficienti, il quadro era drammatico, con una situazione igienica precaria acuita da una sorta di accanimento che avrebbe portato la figlia a non preoccuparsi per nulla dei parenti: delle bollette Enel che regolarmente non venivano pagate alla inesistente cura delle persone fisiche cui veniva negato, oltre al riscaldamento, anche il cibo. Mamma e figlio, senza un’occupazione stabile, si sarebbero appropriati anche delle pensioni dei due anziani, per un ammontare complessivo di quasi 20mila euro (tutte le pensioni del 2013), in parte giocati ad un casinò; non solo, avrebbero anche truffato un istituto di credito locale incamerando, grazie a firme false, un finanziamento di 9mila euro che doveva essere destinato al saldo delle utenze e delle locazioni arretrate. In aula i due sono difesi dagli avvocati Emilio Dadomo e Luigi Ruggieri. A rappresentare i due anziani (nel frattempo uno è deceduto) l’avvocato Daniele Gardi. Piemme Emilio Pisante.

 

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