Aemilia, la Regione: “Il processo si svolga a Bologna, copriremo le spese”

Garantiamo, in virtù di una decisione unanime da parte della Giunta, lo svolgimento del processo Aemilia a Bologna attraverso la copertura dei costi per i servizi generali, l’allestimento e l’impianto audio”. A ribadirlo è il sottosegretario alla presidenza della Giunta Andrea Rossi, che conferma il sostegno concreto da parte della Regione nel supportare i costi di un processo “frutto di un’indagine che ha scosso le nostre coscienze e disvelato la penetrazione mafiosa sul nostro territorio”.

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Rossi ha inviato oggi una lettera al presidente del Tribunale di Bologna Francesco Scutellari  in cui si conferma “la totale copertura dei costi, affinché il processo possa regolarmente avere luogo all’interno degli spazi delle Fiere di Bologna, per un importo di poco superiore a 400mila euro, che saranno inseriti all’interno dell’assestamento di bilancio in approvazione a settembre”.

La decisione di fare il processo a Bologna, all’interno della Fiera, ha un forte valore simbolico – conclude Rossi – perché significa di fatto collocarlo nel centro, politico ma anche economico, di un territorio che è stato coinvolto da quest’imponente operazione, che ha portato a numerosi arresti, sequestri e perquisizioni”.

Un'inchiesta che ha raccolto le risultanze di un'altra indagine clamorosa che nel 2002 aveva coinvolto la Bassa piacentina e in particolare la zona di Monticelli, Castelvetro e Caorso, ma anche altre zone come la città capoluogo e la bassa Valtrebbia. Stiamo parlando dell'operazione Grande Drago, nei cui atti risultano alcuni nomi che oggi compaiono nell'inchiesta Aemilia.

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