Monticelli, tenta rapina a un’anziana ma viene colpito da malore: arrestato

 Pistola in pugno tenta di rapinare una donna, ma un giovane reagisce e il malintenzionato si sente male. E’ accaduto ieri mattina, giovedì 8 ottobre, a Monticelli (Piacenza). Un uomo di 66 anni, originario della Basilicata ma residente in paese da anni, ha deciso di calarsi sul volto una cuffia, come fosse un rudimentale passamontagna, armarsi di una pistola a salve (ma senza il tappo rosso) e attendere di derubare una donna di 70 anni all’uscita di casa, in via Martiri della Libertà. 
Una volta che la pensionata ha varcato la porta di ingresso si è trovata di fronte l’uomo mascherato che ha iniziato a minacciarla intimandole di farlo entrare nell’abitazione. 
La donna, però, ha iniziato a urlare attirando l’attenzione di un giovane che lavora in uno studio professionale poco distante, il quale si è frapposto tra il “rapinatore” e la signora e lo ha costretto alla fuga. 
Non è finita, perché il malvivente, spaventato, ha iniziato a correre tentando la fuga ma il ragazzo non si è perso d’animo e ha deciso di inseguire il malvivente. 
L’inseguimento è durato poco: dopo alcuni metri il 66enne si è accasciato al suolo, a quanto pare colpito da un malore e una volta che si è tolto la cuffia che gli travisava il volto è stato riconosciuto dal giovane, che ha chiamato prima il 118 e poi i carabinieri. Il maldestro bandito è stato condotto al pronto soccorso di Cremona ed è stato piantonato dai militari per l’intera nottata e ora il magistrato di Cremona ha stabilito, viste le modalità dell’aggressione, che sia posto agli arresti domiciliari in attesa di processo. .

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Ora le sue condizioni non destano proccupazione e dopo essere stato interrogato dai carabinieri, sembrerebbe che abbia cercato  di giustificare il suo gesto a causa di uno stato di indigenza nel quale si trova. Ma il soggetto è noto da tempo alle forze dell’ordine, visto che ha alle spalle precedenti per truffa e condanne per false fatturazioni, queste ultime che lo avevano portato persino a essere coinvolto nell’inchiesta Grande Drago, con la quale nel 2011 – proprio in zona Monticelli – vennero condotti numerosi arresti contro le ‘ndrine cutresi (originarie della Calabria) che si erano stabilite nella zona. 

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