Rivolta in carcere, Lega: “Il pericolo di radicalizzazione in Italia esiste”

Dopo la rivolta nel carcere di Piacenza, dove oltre ai danni sembra sia stato inneggiato l'Isis, la Lega Nord prende posizione: "Una cosa giusta, l’ineffabile ministro dell’interno Alfano, l’ha detta: il pericolo di radicalizzazione in Italia esiste. Al di là delle solite frasi di circostanza (“separare chi prega da chi spara») per non scontentare il potente Pd che mantiene al governo Ncd, il ministro non si può nascondere. Ogni due giorni vengono espulsi o fermati “presunti terroristi”, guarda caso tutti islamici, in varie parti d’Italia. E Alfano gongola in tv quando dà i numeri degli espulsi, per far vedere che la sua politica di contrasto funziona. Lo afferma il dipartimento immigrazione e sicurezza della Lega Nord di Piacenza chiedendo che certi detenuti scontino la pena a casa loro. Vanno modificate le leggi e certe categorie di detenuti, rapinatori, spacciatori, violentatori, bande di ladri che vivono solo rubando, vanno spedite nelle carceri di Paesi di provenienza. Mentre il carcere piacentino veniva investito da una rivolta, a Bari sono stati bloccati altri due “immigrati” accusati di far parte di una cellula legata all’Isis e ad Al Qaeda. Nessun detenuto ha inneggiato all’Isis mentre sfasciava arredi e televisori, ha affermato la direzione del carcere, ma il sindacato Sappe ha confermato che gli agenti hanno sentito chiaramente il tetro slogan “Allah u akbar”. Ed è altrettanto vero che, in via delle Novate, slogan a favore di terroristi di al Baghdadi sono stati lanciati in occasione delle stragi di Parigi e di Bruxelles. Segno di inciviltà, ignoranza e offesa a quella civiltà occidentale che li ha accolti e integrati, secondo le migliori intenzione di una sinistra fallimentare, e che loro vogliono cambiare a suon di gole tagliate, stragi e bombe. Ma perché non si cambiano i loro Paesi? Forse perché temono la giustizia degli stati magrebini che non è “morbida” come quella italiana? Ed è altrettanto vero che su ciò che è accaduto a Piacenza abbia acceso i riflettori anche la procura antiterrorismo di Bologna, un ufficio quello del procuratore Valter Giovannini che non si muove a caso. Certo, il fatto viene sminuito, secondo gli addetti ai lavori, dicendo che si tratta di quattro disperati dediti ai furti e allo spaccio, altro che terroristi. Purtroppo, quello che preoccupa non è chi urla a favore dei tagliagole, ma il fatto che il presunto stato islamico rappresenti per molti musulmani un modello a cui guardare. Il Dipartimento immigrazione e sicurezza del Carroccio chiede ad Angelino Alfano di ripristinare il lavoro iniziato con il governo Berlusconi, quando erano iniziati gli accordi con alcuni paesi nordafricani per rispedire nelle loro carceri detenuti che erano in Italia. E il governo avrebbe anche pagato la detenzione (con un costo decisamente inferiore a quello italiano) nei paesi di provenienza. Qualche piccolo risultato, poi tutto si bloccò. Alfano è corso a Piacenza a presentare il suo libro con una “corte” di Forze dell’ordine e vigili del fuoco in pompa magna degna dei Borbone. A proposito, quanto è costato tutto quel movimento di personale? Non era meglio impegnare agenti, carabinieri, finanzieri nel contrasto alla criminalità, invece di sfilare in parata per il “principe” Alfano? Perché il ministro non si è organizzato da solo la presentazione del libro, pagandola a sue spese o facendola pagare alla casa editrice? La Lega suggerisce ad Alfano di riavviare i contatti per espellere definitivamente, e far scontare chi commette certi reati e vive solo facendo il criminale, perché è gente di cui non abbiamo bisogno, è gente che non apporta alcun miglioramento alla società italiana".
 
Il consigliere comunale di Forza Italia, Filiberto Putzu: "Se le notizie di stampa sulla rivolta in  carcere di detenuti nordafricani corrispondono al vero ( ingenti danneggiamenti alle strutture e inneggiamenti vari), si attendono dal Ministero e dalla Direzione del Carcere di Piacenza  contromisure inequivoche ed esemplari, nei confronti di delinquenti che hanno dimostrato prima ed ora il loro disprezzo per le regole della societá civile, delle persone e dello Stato. Anche dal Comune di Piacenza, per voce del Sindaco o di qualche Assessore che sostiene le azioni a favore delle marginalitá  , attendiamo una presa di posizione forte e chiara. Il Comune spende denari dei piacentini per interventi di promozione sociale a favore anche dei carcerati allo scopo di favorire processi di inclusione e la fruizione dei servizi comunali…. se questi sono i risultati, forse sarebbe meglio investire queste risorse a favore degli anziani piacentini che nel 2015 hanno viste per piú voci ridotti gli stanziamenti comunali".

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