Nasce la mappa delle telecamere, indagini più rapide per le forze dell’ordine

Oltre 3mila telecamere in rete, pronte all'uso per le forze dell'ordine che in questo modo avranno la possibilità di avere sotto mano riprese utili in tempi brevi. Il progetto é stato presentato questa mattina, venerdì 28 ottobre, in Prefettura alla presenza del questore Salvatore Arena, del comandante provinciale dei carabinieri di Piacenza Corrado Scattaretico, del prefetto Anna Palombi e delle autorità civili interessate. Nasce da un'idea della prefettura ed é stato sviluppato insieme all'azienda Galli Data Service di Piacenza. Nella pratica si tratta di una piattaforma informatica, un software, che metterà in rete circa 3mila telecamere pubbliche e private presenti sul territorio. Una piattaforma che sarà messa a disposizione delle forze dell'ordine le quali, in questo modo, potranno facilmente visualizzare la telecamera giusta e adatta alle indagini in occasione di un evento criminoso. Le forze dell'ordine, infatti, non hanno la possibilità di conoscere nel dettaglio la collocazione di tutte le telecamere del territorio, in particolare quelle private. In caso di un reato gli inquirenti raggiungono il teatro dell'evento, ma non sanno se nella zona vi sono telecamere che possano testimoniare quanto accaduto fornendo indizi utili. E anche se ci fossero è facile immaginare quanto tempo si perda nel cercarle: non è detto che siano in "bella vista", magari sono impianti finti montati solo per scoraggiare i malviventi, potrebbero riprendere in diretta senza registrare le immagini. E se fosse notte? A quel punto bisognerebbe cercare il numero di telefono del proprietario che spesso non coincide con il numero di telefono dell'azienda, sperare che sia vicino e che sia disponibile a raggiungere polizia o carabinieri.

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Da questo punto di vista, invece, il software in questione garantisce un intervento più rapido e agevole: si tratta di una mappatura di tutte le telecamere pubbliche e appartenenti ad aziende presenti sul territorio piacentino. Accanto a ogni telecamera è scritto il nome del proprietario, il numero di telefono e la collocazione precisa. In caso venga commesso un crimine, le forze dell'ordine sanno immediatamente su quali e quante telecamere possono contare. Nel caso fosse notte, possono contattare il proprietario immediatamente, in modo da preavvertirlo e accelerare ulteriormente i tempi.

Dettaglio importante, il software non è online e funziona senza internet, un modo per difendere la privacy dei titolari e rendere inaccessibili i dati agli estranei. Non a caso, al termine della presentazione di questa mattina, sono stati donati ai carabinieri e alla polizia due computer portatili contenenti il software in questione. I dati inseriti nel programma sono consultabili sono ed esclusivamente da questi unici due pc.

Il software è in continuo aggiornamento: alcuni titolari di aziende non hanno ancora accettato di partecipare, altri non sono stati contattati dagli sviluppatori e non erano a conoscenza del progetto: ebbene ognuno è libero di aderire al progetto.

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