Prosegue l’attività di controllo del territorio e di tutela dell’ambiente da parte della Polizia Locale di Piacenza. Nel pomeriggio di domenica 11 gennaio, una pattuglia è intervenuta nei pressi del Parco Montecucco, a seguito della segnalazione di un cittadino che aveva notato movimenti sospetti riconducibili ad attività di bracconaggio nell’area verde.
Giunti sul posto, gli agenti, grazie alla testimonianza di una ex guardia venatoria, sono riusciti a individuare un uomo che poco prima aveva posizionato una trappola per uccelli. Il soggetto, identificato in un 72enne originario dell’Est Europa e residente in città, utilizzava un sistema sofisticato composto da esche, richiami acustici e visivi, tra cui alcuni esemplari artificiali di cardellini, per attirare le prede. Nel cestino della sua bicicletta sono stati rinvenuti due sacchetti contenenti la gabbia-trappola, i richiami elettronici e il mangime. Durante l’ispezione del materiale, gli agenti hanno inoltre scoperto un seghetto a mano con una lama di circa 20 cm, di cui l’uomo non è stato in grado di giustificare il possesso.
“Questo intervento – sottolinea il Comando di Polizia Locale di via Rogerio – conferma il costante impegno della Polizia Locale di Piacenza non solo nella sicurezza urbana, ma anche nella rigorosa tutela del benessere animale e dei luoghi verdi del nostro territorio. L’operazione dimostra l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni per contrastare pratiche illegali”.
L’uomo è stato accompagnato presso il Comando per gli accertamenti di rito. Al termine delle attività, con la collaborazione di una pattuglia della Polizia Locale della Provincia di Piacenza, è stato indagato in stato di libertà per i reati di porto abusivo di oggetti atti ad offendere ed esercizio di attività venatoria con l’utilizzo di mezzi vietati. Sono ancora in corso gli accertamenti relativi al procedimento, attualmente nella fase delle indagini preliminari, che proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi in vista delle valutazioni sull’eventuale esercizio dell’azione penale. Tutto il materiale, inclusi i dispositivi elettronici e l’oggetto da taglio, è stato posto sotto sequestro penale e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Da una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe giustificato la sua attività ai fini della cattura e della successiva vendita dei cardellini, un fenomeno che oscilla tra l’allevamento legale e un mercato nero dove gli esemplari possono raggiungere valori tra i 100 e i 3.000 euro in base alle capacità canore e alle caratteristiche.
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