Politica

Aggressioni a medici e infermieri, Tagliaferri (FdI): “La Regione faccia di più, Piacenza va tutelata con misure concrete”

“Le aggressioni contro il personale sanitario e sociosanitario non possono essere archiviate come episodi occasionali. Siamo davanti a un fenomeno serio, che colpisce chi ogni giorno garantisce cure, assistenza e presidio nei servizi sanitari, spesso in condizioni già complesse”.

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta e una richiesta di accesso agli atti sul tema delle aggressioni agli operatori sanitari in Emilia-Romagna, con particolare riferimento alla provincia di Piacenza.

“I dati nazionali diffusi dal Ministero della Salute parlano di quasi 18mila aggressioni nel 2025 e di oltre 23mila operatori coinvolti. Anche in Emilia-Romagna i numeri confermano una crescita delle segnalazioni. È dunque evidente che non basta denunciare il problema: occorre capire se nelle Aziende sanitarie, e in particolare nei presidi più esposti, siano state attivate tutte le misure organizzative, tecnologiche e di supporto necessarie”.

Tagliaferri sottolinea che “il Governo nazionale è intervenuto rafforzando il quadro normativo di tutela del personale sanitario. Adesso anche la Regione deve fare la propria parte fino in fondo, verificando protocolli, presidi di sicurezza, formazione, supporto psicologico agli operatori aggrediti e coordinamento con le Forze dell’Ordine”.

“Per quanto riguarda Piacenza – aggiunge Tagliaferri – le notizie emerse in queste ore impongono un approfondimento serio, soprattutto nei servizi di emergenza e nei contesti di maggiore pressione. Difendere medici, infermieri, OSS e operatori significa difendere la qualità del servizio sanitario e il diritto dei cittadini a ricevere cure in strutture ordinate, sicure ed efficienti”.

Con l’interrogazione e con l’accesso agli atti, il consigliere di Fratelli d’Italia chiede alla Regione di fornire il quadro aggiornato degli episodi registrati, il dettaglio per struttura e setting assistenziale, le conseguenze sugli operatori, i protocolli attivi, i dispositivi di sicurezza presenti e le eventuali ulteriori misure che la Giunta intende adottare.

“Chi cura non può lavorare sotto minaccia. Su questo servono chiarezza, dati puntuali e interventi concreti, non dichiarazioni di circostanza”, conclude Tagliaferri.

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