Nella notte di domenica 20 settembre, personale della Squadra Volante della Questura di Piacenza è intervenuto a seguito di una segnalazione di una violenta lite tra donne.
Secondo quanto ricostruito attraverso i primi accertamenti e testimonianze raccolte sul posto, la vittima stava uscendo da un locale della zona insieme ad alcuni conoscenti quando è stata raggiunta da altre due donne, mamma e figlia.
Le due assalitrici, parzialmente travisate, armate di una mazza da baseball in legno e di un mattarello, hanno aggredito violentemente la donna colpendola ripetutamente alla testa.
Nonostante il tentativo dei presenti di disarmarle e separare le parti, le due si sono accanite anche contro un’autovettura in sosta prima di fuggire a piedi.
La Polizia ha recuperato le armi abbandonate e le due agguerrite assalitrici sono state successivamente individuate e bloccate dagli operatori.
Portate in Questura, è emerso il retroscena: le due donne fermate sono madre e figlia, rispettivamente madre e sorella dell’ex compagno della vittima. L’aggressione è stata la resa dei conti di svariate e mai risolte diatribe familiari, sfociate in una vera e propria spedizione punitiva.
Alla luce dei riscontri, entrambe le donne sono state deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica per il reato di lesioni aggravate in concorso e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Inoltre, vista la gravità della condotta posta in essere dinanzi ad un locale pubblico e per tutelare la sicurezza delle persone e prevenire eventuali altri episodi da parte delle due temerarie donne, a seguito di una rapida istruttoria della locale Divisione Anticrimine, il Questore, visto l’art. 13-bis comma 1 del decreto Legge 20 febbraio 2017 nr. 14 convertito, con modificazioni, nella Legge 18 aprile 2017 n. 48, ha emesso il provvedimento del D.A.C. UR (Daspo Urbano), notificando alle due donne il divieto di accedere e di stazionare nei pressi dei pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento per la somministrazione di viveri e bevande che si trovano a Piacenza, all’interno di un’area delimitata, che comprende il luogo in cui si è verificato il grave episodio, per la durata di due anni.
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