Agricoltura senza plastica e terreni meno inquinati, il progetto di due studenti del Raineri Marcora presentato all’Europa – AUDIO

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L’irrigazione dei pomodori avviene attraverso sistemi di canaline in plastica che sistematicamente, a causa di vari fattori, si rompono o perdono frammenti. Questo cosa significa? Significa che frammenti di plastica cadono sul terreno e lì restano. In una parola, inquinamento. Ebbene, due studenti del Campus Raineri Marcora, Pietro Alberici e Alberto Bisi della classe 5^B, hanno ideato un nuovo sistema che potrebbe rivoluzionare l’irrigazione agricola. Un progetto che prende il nome di “HIGH PRECISION PLASTIC-FREE SPRINKLING…H2O LIBERA DALLA PLASTICA” selezionato per l’Esposizione dei Progetti Finalisti al 35° Concorso dell’Unione Europea “I Giovani e le Scienze 2024”, organizzato da FAST (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche). In tale ambito la giuria ha valutato gli studenti meritevoli di accreditamento per partecipare e rappresentare l’Italia all’Expo Sciences Europe che si terrà a Sarajevo dal 14 al 20 luglio.

“E’ un progetto abbastanza articolato, parla di ambiente, di agricoltura, di agricoltura sostenibile. Questi ragazzi hanno proposto un’alternativa ai sistemi irrigui attuali utilizzati per il pomodoro. Quello attuale è un sistema che razionalizza l’utilizzo dell’acqua, quindi in condizioni di siccità o di cambiamenti climatici va molto bene, ma nello stesso tempo porta nel terreno notevoli quantità di materiale plastico. I ragazzi propongono l’alternativa con canaline in materiale biodegradabile”, spiega Enrica Belli, docente di Esercitazione Agraria.

Nel dettaglio entrano i due studenti autori del progetto.

“Considera due gravi problematiche ambientali, la siccità e l’inquinamento, l’inquinamento da materiale plastico utilizzato nei più svariati settori. Proponiamo una possibile soluzione. Ad oggi il sistema di irrigazione più efficiente è il sistema di irrigazione a goccia localizzata, che è in grado di razionalizzare il consumo d’acqua evitando inutili sprechi. Il problema è che è costruito in materiale plastico che inizialmente viene disteso lungo l’appezzamento poi a fine ciclo viene rimosso. Il problema è che rimane un quantitativo enorme di plastica che è altamente inquinante per tutti. Perciò come nostro obiettivo ci siamo posti quello di sostituire queste manichette in materiale plastico con manichette in materiale biodegradabile. Vogliamo suscitare l’interesse di centri di ricerca e di gruppi industriali, e sensibilizzare il mondo agricolo a evitare l’accumulo di materiale plastico”.

“Noi ci recheremo a Sarajevo dal 14 al 20 luglio per presentare il nostro progetto all’Expo delle Scienze di Sarajevo ed è sicuramente una grandissima opportunità offerta dalla FAST che ci ha premiato. Un modo per far sentire ancora di più la nostra proposta soprattutto anche ai grandi centri di ricerca internazionali”.

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