Garantire la presenza dei distributori di carburante nelle aree montane e interne dell’Emilia-Romagna significa tutelare un servizio essenziale per cittadini, imprese e territori. È questo il senso dell’emendamento presentato dal consigliere regionale del Partito Democratico Lodovico Albasi, che rafforza la risoluzione a sua firma per impegnare la Giunta regionale a sollecitare il Governo verso un intervento strutturale a sostegno dei presidi di distribuzione carburanti nelle zone marginali e appenniniche.
“Nelle aree montane i distributori di carburante non sono semplici attività commerciali, ma veri e propri presìdi di comunità – dichiara Albasi –. La loro presenza garantisce mobilità, accesso ai servizi e continuità economica in territori dove l’automobile non è una scelta, ma spesso l’unico mezzo possibile per spostarsi”.
Secondo il consigliere dem, i rincari degli ultimi mesi hanno aggravato una situazione già fragile. “I costi di gestione di questi impianti sono sempre più elevati e, nelle zone a bassa densità abitativa, i margini economici non bastano più a garantire la sostenibilità delle gestioni. Il caro carburanti colpisce in modo ancora più duro le famiglie e le imprese di montagna, che già oggi pagano prezzi alla pompa mediamente superiori rispetto alle aree di pianura”.
Albasi sottolinea come la chiusura anche di un solo impianto possa avere conseguenze rilevanti per intere vallate. “Quando un distributore chiude, per molti cittadini significa percorrere decine di chilometri in più solo per fare rifornimento. Questo comporta un aumento dei costi, una riduzione dei servizi e un ulteriore indebolimento del tessuto sociale ed economico locale”.
Da qui la richiesta alla Regione di farsi portavoce presso il Governo di un piano nazionale stabile. “Serve un intervento organico che riconosca la specificità delle aree interne: sostegno economico alle gestioni, compensazione dei maggiori costi operativi e misure concrete per contenere il prezzo dei carburanti nei territori montani. Non bastano misure temporanee: occorre una strategia strutturale che rimetta al centro l’equità territoriale”, conclude Albasi.
L’obiettivo dell’iniziativa è evitare una progressiva desertificazione dei servizi nelle zone appenniniche e garantire il diritto alla mobilità per chi vive e lavora nei territori più fragili della regione.
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