“Ci sono diversi modi per provare a far valere le proprie ragioni in politica: la più sbagliata, dal mio punto di vista, è l’attacco indiscriminato, irrispettoso nei toni e scorretto nei contenuti, nei confronti degli avversari e, a maggior ragione, nei confronti di chi si considera alleati, quanto meno quando questo conviene”.
Il Sindaco di Alta Val Tidone Franco Albertini non ha apprezzato le parole del consigliere regionale della Lega Matteo Rancan, che, nel criticare le politiche sanitarie della Regione, ha accusato genericamente anche alcuni sindaci del centrodestra di avere in questi anni avallato scelte in materia del PD e del Presidente Stefano Bonaccini.
“Se il consigliere regionale a Bologna, in minoranza, oggettivamente poco può incidere sulle politiche sanitarie dell’Amministrazione di sinistra – chiarisce il primo cittadino di Alta Val Tidone – ancora meno possono fare i Sindaci nella Conferenza socio-sanitaria provinciale, dove, e mi auguro che chi ha ruolo politico e amministrativo lo sappia, molto spesso si è chiamati solo ad esprimere parere consultivo, senza potere di veto; o addirittura si è solo informati di scelte già prese. In questi anni, nella responsabilità che da Sindaci portiamo come rappresentanti delle nostre comunità, si è lavorato per migliorare ciò che non si riteneva corretto nelle scelte sanitarie della Regione, si è criticato e votato contro a ciò che si riteneva sbagliato, collaborato in ciò che si è valutato utile per la nostra gente”.
“Se qualche Sindaco, anche del centrodestra, ha espresso idee e posizioni che non collimano con quelle del consigliere regionale Rancan, sarebbe meglio che quest’ultimo ne chiedesse conto direttamente a lui, in tempi non sospetti e senza sparare genericamente nel mucchio. La tutela della salute dei nostri cittadini è la nostra priorità, ancora di più lo è stata negli anni più bui e drammatici dell’emergenza Covid, e sentir paventare l’accusa di non aver fatto il bene del territorio è quanto meno ingeneroso, soprattutto se la critica arriva da chi si considera alleato. E nemmeno l’imminente campagna elettorale giustifica tutto ciò”.
“E’ infine evidente – conclude Albertini – che l’aver perso il Comune di Piacenza, sconfitta su cui anche Rancan avrebbe da riflettere, ha ulteriormente indebolito il centrodestra nelle trattative con la Regione e, in particolar modo, nella partita per la costruzione del nuovo ospedale. L’avallo del Presidente Bonaccini all’inopinato ed ingiustificato cambio di area, con i relativi evidenti ritardi in progettazione ed esecuzione, ed oggi l’improvviso venir meno di oltre 90 milioni di euro di finanziamento dell’opera da parte della Regione nella speranza di trovare un munifico finanziatore privato, sono temi su cui auspichiamo che il consigliere Rancan possa far sentire il comune dissenso, anche di molti primi cittadini di sinistra, in modo sicuramente più incisivo di quanto si sia potuto fare in Conferenza Socio Sanitaria dove, anche di questa scelta non condivisa, noi Sindaci abbiamo potuto solamente prendere atto”.
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