La quarta Giornata Nazionale del Veicolo d’epoca non delude: l’appuntamento dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI) andato in scena domenica 27 settembre nella cornice di Roveleto di Cadeo ha richiamato centinaia di appassionati pronti a catapultarsi in un viaggio nel tempo tra auto, moto, camion e trattrici agricole con queste ultime protagoniste del tema portante dell’edizione 2026, dedicata ad una storia tutta piacentina.
Tra motori e cultura non passa in secondo piano la solidarietà con il pranzo benefico organizzato dalla Pro Loco Roveleto che ha consentito di raccogliere proventi per l’associazione Casa di Iris.
Ad inaugurare la giornata il saluto delle autorità e dei presidenti Claudio Casali (Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca) e Giorgio Mazzocchi (Club Veicoli Storici Piacenza) che hanno idealmente abbracciato le molteplici associazioni presenti nel borgo della Val d’Arda e passato il testimone alla sindaca di Cadeo Marica Toma e alla senatrice Elena Murelli.
«L’amministrazione di Cadeo è onorata di ospitare questo evento – ha commentato Marica Toma – La partecipazione di associazioni che fanno rete e portano storia nella dell’Italia e condividono questa bellezza con tutti noi è davvero importante».
Elena Murelli ha sottolineato il legame con il territorio dopo la sua partecipazione all’ASI Fest di sabato. «Celebriamo sessant’anni di un’associazione che porta avanti il motorismo storico nel suo complesso, motorismo storico che contribuisce ad attrarre turismo anche internazionale. Ringrazio tutti per aver portato qui questo evento e per raccontare della storia di Bubba che ha contribuito alla meccanizzazione agricola».
E proprio l’epopea dell’azienda Bubba ha tenuto banco nel salone consigliare del Municipio con il racconto di Claudio Bellotti, grande appassionato di trattori, che ha raccontato alla platea (con la partecipazione di alcuni eredi della famiglia Bubba) la storia di una realtà capace di contribuire allo sviluppo e all’evoluzione del mondo agrario. Una narrazione lunga quasi un secolo passata attraverso i due conflitti mondiali con vicende personali che si intrecciano insieme a progettualità e allo sviluppo di tecnologie innovative riprese anche in tempi recenti da produttori esteri. In esposizione davanti alla casa comunale, in un ideale corredo alla narrazione, una Adler modificata proprio da Bubba per esigenze di trasporto materiali e un trattore Ursus prodotto dalla Italtractor di Voghera, una “costola” dell’azienda piacentina.
«È stato bello e gratificante vedere quanto il pubblico abbia apprezzato, ancora una volta, questa iniziativa. Appassionati e club hanno animato insieme la domenica di Roveleto – ha dichiarato Giorgio Mazzocchi, presidente del CVSP –. Ringrazio l’amministrazione comunale, il CPAE, la Pro Loco e tutti coloro che hanno partecipato a questa edizione, dedicata ai trattori Bubba. Il convegno ci ha offerto un’ulteriore occasione per ricordare l’importanza dell’imprenditoria piacentina».
«La quarta edizione è stata un buon successo grazie anche al supporto di tutte le associazioni di appassionati di motori della provincia di Piacenza e alla positiva cooperazione con il CVSP – ha spiegato Claudio Casali, presidente CPAE –. Molto interessante anche la componente storica con i trattori Bubba che ci ha permesso di riscoprire una storia industriale che non si è molto avvezzi a sentire: c’è stato un ottimo successo di pubblico anche con diversi mezzi anteguerra che ormai è difficile vedere ed una collezione di moto da Gran Premio e molto sportive, fiore all’occhiello di questa edizione» .
Tra le rarità esposte nel “museo a cielo aperto” di Roveleto una BMW 2002 Turbo, una “vecchietta” come la Balilla e una Fiat 600 cassonata.
Nella domenica di Roveleto tantissime le associazioni presenti che hanno contribuito alla riuscita della giornata: il Gruppo Trattori Antichi e Mestieri, Biscioni Piacenza, il Circolo Italiano Camion Storici “Gino Tassi”, Epocar, Tracce di Storia, il Vespa Club Piacenza, il Moto Club d’Epoca “Tarquinio Provini”, Best Bikes Garage e una delegazione della Croce Rossa (Comitato di Piacenza) che ha portato a Roveleto due ambulanze d’epoca.
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