Politica

Alloggi popolari, cambia il regolamento. Soresi (FdI): “Stranieri avvantaggiati rispetto ai piacentini”. La giunta: “Anche chi ha cognome Mohamed è piacentino se ha la cittadinanza”

Accesa discussione in consiglio comunale in merito al nuovo regolamento per la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il cambiamento principale, o comunque quello maggiormente al centro del dibattito, è questo: viene meno il requisito della residenza e acquisiscono maggiore importanza i requisiti di fragilità. Cosa si intende per fragilità? Condizioni economiche, numero di figli, disabilità. Secondo parte del centrodestra, questi criteri porteranno in cima alle graduatorie i cittadini stranieri, penalizzando i piacentini. Una narrazione contro cui si scaglia la maggioranza di centrosinistra e Alternativa Per Piacenza, quest’ultima con Stefano Cugini.

Cugini: “Case agli stranieri? Panzana clamorosa”

“Purtroppo, chi è bravo a parlare o chi ha più voglia di parlare, in questo caso mi riferisco alla collega Soresi, quello che poi farà testo è quello che scriverà sul post di Facebook. Perché scrivere che le case popolari sono tutte date agli stranieri, chi la legge, mica perché stupido, vale per tutti, chi la legge prenderà per buono questo. Quella che è stata detta, che nei fatti è una panzana clamorosa, politicamente invece è quello che dà consenso. Allora la domanda che da questa parte bisogna farsi non è dire alla Soresi “hai detto una sciocchezza, hai portato dei fatti che non sono veri”, è capire come portare alla gente fuori la realtà dei fatti. Perché se andiamo fuori domani, avrà ragione Sara, per il cittadino medio ha ragione lei che scriverà stasera sui social che le case popolari vanno tutte agli stranieri”.

Soresi: “Sì, le case andranno agli stranieri”

Sara Soresi ribatte a Cugini, confermando i propri dubbi e sospetti.

“Il consigliere Cugini ha già capito quello che scriverò su Facebook: probabilmente sarà quello, tra l’altro, ma perché ne sono convinta. Io credo che questo sistema sì, dia assolutamente più spazio agli stranieri. Io ho fatto un accesso agli atti 2023-2024, e le richieste principalmente arrivano da cittadini stranieri: più del 50%, vado a memoria 52% nel 2024, questo è quello che mi arrivava dai miei accessi agli atti”.

“Quindi sì, consigliere Cugini, sono profondamente convinta che eliminando totalmente il requisito della residenza e amplificando quelli relativi alla fragilità, ancora di più le case saranno date a cittadini stranieri, che poi sappiamo che purtroppo sono quelli che delinquono di più. Perché sarà un caso, per l’amor del cielo consigliere Cugini, assolutamente un caso, ma gli agenti della polizia locale non sono stati aggrediti da un altoatesino o da un piemontese: no, sono stati aggrediti da un nordafricano, che sarà uno di quelli che prenderà la casa grazie alla vostra modifica del regolamento”.

Corvi: “Anche chi ha cognome Mohamed è piacentino se ha la cittadinanza”

Non è così secondo l’amministrazione, come spiega Nicoletta Corvi, assessore al Welfare.

“Parliamo di persone che possono anche chiamarsi Mohamed. Quando lei, consigliera Soresi, dice “io ho fatto un accesso agli atti, i miei atti sono diversi da quelli del consigliere Rabuffi“, non è così, sono gli stessi dati. La differenza dove sta? Che il consigliere Rabuffi, anche se uno si chiama Mohamed lo considera cittadino italiano, se ha ottenuto la cittadinanza e se è residente a Piacenza, è un piacentino. Invece noi siamo ancora focalizzati che se uno si chiama Mohamed non è possibile che sia cittadino italiano, non è possibile che abbia residenza a Piacenza, e non è possibile quindi che sia considerato al pari degli altri cittadini un cittadino della nostra città”.

“Siamo qui tutti insieme come consiglieri di maggioranza e di opposizione a tutela di tutti i cittadini, nessuno escluso. Quindi la nostra preoccupazione è quella di sottoporvi una modifica ad un regolamento approvato tre mesi e mezzo fa, che ci richiama maggiormente a un esercizio della politica nel vero senso della parola, che non è ideologia, ma è la cura della città, della polis e nella polis noi abbiamo una pluralità di vicende, di storie, di situazioni, che nello stesso modo dobbiamo contemperare, almeno finché saremo in uno stato di diritto”.

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