Repertorio
“Le difficoltà legate all’inserimento e all’integrazione degli alunni stranieri nelle nostre scuole sono reali e vanno affrontate con serietà, ma non possono essere risolte attraverso slogan o provvedimenti semplicistici”. Inizia così la nota del Pd.
I bambini e i ragazzi hanno diritto a frequentare la scuola e a trovare in essa un luogo capace di accoglierli, accompagnarli e farli crescere, nel pieno rispetto dell’articolo 34 della Costituzione italiana, che stabilisce che “la scuola è aperta a tutti”.
Per questo condividiamo pienamente le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico: la scuola deve essere uno dei principali strumenti di integrazione, deve costruire legami e coesione sociale, evitando di creare ghetti, alzare barriere o alimentare nuove divisioni.
Se davvero si vogliono sostenere gli insegnanti, le famiglie e le comunità scolastiche, la risposta non può limitarsi all’introduzione di nuovi tetti numerici. E’ necessario che lo Stato metta in campo interventi strutturali e sistemici, accompagnati dalle necessarie risorse economiche e professionali.
Occorre rafforzare le reti di accoglienza rivolte ai nuovi arrivati e alle loro famiglie, potenziare la formazione linguistica per l’apprendimento dell’italiano, anche attraverso attività aggiuntive rispetto all’orario curricolare, e garantire alle istituzioni scolastiche un numero adeguato di educatori e mediatori linguistici.
Allo stesso tempo, bisogna rendere concretamente applicabili gli strumenti già esistenti per garantire una distribuzione equilibrata degli studenti, a partire dal limite del 30% già previsto dalle disposizioni ministeriali, intervenendo anche sul problema del sovraffollamento delle classi, che abbiamo più volte denunciato nei mesi scorsi.
Ma è altrettanto importante non confondere situazioni profondamente diverse. Ci sono tanti bambini e ragazzi nati e cresciuti in Italia che, pur non possedendo ancora la cittadinanza italiana, parlano perfettamente la nostra lingua, frequentano le nostre scuole e fanno pienamente parte delle nostre comunità. Per loro non serve costruire nuove barriere: serve garantire la possibilità di partecipare pienamente alla vita scolastica insieme ai propri coetanei.
La scuola è ancora una volta chiamata a svolgere un ruolo non soltanto formativo, ma anche educativo e sociale. Integrare non significa semplicemente insegnare una lingua: significa accompagnare ogni studente in un percorso di crescita fatto di relazioni, confronto, conoscenza reciproca ed esperienze condivise.
“E’ su questo terreno che si costruisce una comunità più forte e più coesa. La scuola non può diventare il luogo nel quale rincorrere populismi o alimentare derive razziste e discriminatorie: deve continuare a essere il luogo nel quale si abbattono le barriere, si costruiscono opportunità e si impara a vivere insieme”. – concludono Tiziana Albasi e Andrea Capellini, delegati a scuola e politiche giovanili del Pd provinciale piacentino
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