Amazon, sindacati delusi dopo il tavolo con l’azienda: “Incontro fumoso e inconcludente”

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“Fumoso ed inconcludente l’incontro svoltosi ieri 11 dicembre dalle 16,30 alle 19 presso la sede di Confcommercio Piacenza”. Così i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl commentano il tavolo con l’azienda Amazon. Presenti per conto dell’azienda, per la prima volta, il General Manager del sito di Castelsangiovanni, Salvatore Schembri Volpe ed il Direttore del Personale per l’Italia Salvatore Iorio. A completare la delegazione di Amazon Carlo Franzini, Direttore HR del sito di Castelsangiovanni, già presente nei precedenti incontri. Le organizzazioni sindacali erano accompagnate da circa 15 RSA.

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“Unica nota positiva la compostezza dell’interlocuzione – commentano i sindacati – per il resto, di fronte alle ribadite evidenze connesse alle condizioni di lavoro, non è sufficiente l’iniziativa presa dall’azienda che ha istituito al suo interno dei ”gruppi di studio” ai quali sono invitati anche gli RSA, con cadenza settimanale, insieme ad altre funzioni aziendali. I gruppi starebbero valutando gli aspetti legati alla movimentazione carichi, all’organizzazione del lavoro, al DVR soprattutto in relazione all’orario notturno. L’azienda ha anche dichiarato di aver coinvolto l’ASL. In verità gli organi di vigilanza sanitaria non sono stati certo chiamati da Amazon ma più verosimilmente sono intervenuti a seguito delle sollecitazioni dei sindacati e di diversi lavoratori. Quanto portato al tavolo oltre a non essere esaustivo delle problematiche presenti non è accettabile perché estromette volutamente le strutture territoriali del sindacato e riduce le RSA ad un ruolo meramente consultivo. Basti considerare che già i temi da affrontare non sono stati decise congiuntamente. E’ inoltre un meccanismo il cui controllo rimane unicamente in mano all’azienda e difetta per tempestività e trasparenza. L’azienda si è rifiutata di verbalizzare con le parti sociali un percorso che stabilisse modalità e tempi del processo di “studio”. Rimane poi sempre da capire cosa ci sia da studiare, se un lavoratore per diversi mesi svolge esclusivamente il turno notturno lavorando 6 giorni su sette, per capire che non va bene! Anche rispetto ad una redistribuzione dei profitti attraverso un sistema premiante l’azienda ha candidamente dichiarato che dal 2011 ha incamerato 800 milioni di euro di profitti, precisando che sono stati tutti reinvestiti per i nuovi siti con la creazione di nuovi posti di lavoro. Nessuna obiezione per l’accresciuta spinta imprenditoriale, che comporta anche una crescita patrimoniale per Amazon. Rimane il fatto che della cifra anzidetta ai lavoratori Amazon, che forse qualche merito pur avranno per i risultati raggiunti, non è stato riconosciuto nulla oltre i minimi contrattuali”.

“In ultimo i sindacati hanno di nuovo preso l’iniziativa per avviare un confronto sull’integrativo aziendale per il quale è stata presentata la piattaforma da oltre un anno. Amazon ha ribadito il suo no. Accompagnato da un “per il momento” che conferma solo il garbo degli interlocutori. Nella buona sostanza non vi è alcuna apertura. Le OO.SS. insistono nel dire che proprio in quella piattaforma c’è un serio percorso di confronto per le questioni relative alle condizioni di lavoro ed è quello il metodo per affrontare seriamente le cose, oltre che per avviare un confronto vero su una più equa distribuzione della ricchezza prodotta. Nessuna risposta concreta. Nessun impegno sottoscritto. Nessuna apertura ad un confronto concretamente fattivo e non solo formalmente garbato. Oggi stesso verrà riattivato lo stato di agitazione, temporaneamente sospeso, e domani 13 dicembre, nel corso di 5 assemblee programmate in Amazon saranno decise con i lavoratori le future azioni di lotta. Le OO.SS. si attendono anche che le istituzioni precedentemente intervenute attivino velocemente un percorso di mediazione, rispetto al quale ribadiamo la nostra totale disponibilità”.

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