Amazon, sindacati: “Lesi i diritti dei lavoratori, lo conferma l’Ispettorato”. L’azienda: “Corretti e responsabili”

“Le risultanze della visita dell’Ispettorato Nazionale del lavoro hanno confermato ciò che come Filcams Cgil abbiamo rilevato e denunciato più volte: l’iper-utilizzo del lavoro interinale” così, in una nota, il segretario generale della Filcams Cgil di Piacenza, Fiorenzo Molinari, commenta il “verbale” che l’Ispettorato del lavoro ha reso noto a proposito dei controlli nel magazzino di Castelsangiovanni attivati dopo il primo, storico sciopero del black friday 2017.

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“Nel periodo da luglio a dicembre 2017 – si legge nela nota dell’Ispettorato nazionale del Lavoro – i lavoratori somministrati erano oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato”. Filcams Cgil ha chiesto con urgenza un incontro alle agenzie interinali che operano a Castelsangiovanni e ad Amazon logistica.

“Finalmente, grazie alle denunce del sindacato e dei lavoratori coinvolti, l’Ispettorato del Lavoro ha accertato la grave lesione dei diritti per 1300 dipendenti di Amazon”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta quanto notificato quest’oggi dall’Ispettorato del Lavoro che, di fatto, obbliga l’azienda alla stabilizzazione dei lavoratori.

“Dopo l’importante accordo di Piacenza – ricorda la dirigente sindacale – continueremo a batterci per far rispettare i diritti e estenderli ai nuovi lavori. Inoltre – conclude Scacchetti – chiederemo immediatamente un incontro ad Amazon e alle agenzie di somministrazione per regolarizzare la posizione dei lavoratori che avranno il diritto ad un contratto a tempo indeterminato”.

Anche la Cisl annuncia queste risultanze: “All’azienda Amazon Italia Logistica è stato contestato di aver utilizzato, nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato: a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili, ha invece utilizzato un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati. Il verbale apre uno spiraglio sul destino dei lavoratori coinvolti i quali, se confermato quanto anticipato dal sito del Ispettorato del Lavoro, potrebbero rivendicare una stabilizzazione nei confronti di Amazon Italia Logistica. Gli uffici della FeLSA CISL sono a totale disposizione dei lavoratori, al fine di fornire ai lavoratori tutti gli opportuni approfondimenti e chiarimenti” scrive Mariapaola Mazzoni.

“La notizia di oggi apre nuove speranze per il personale in somministrazione utilizzato impropriamente così come accertato dall’Ispettorato del Lavoro. La Fisascat Cisl, che nei mesi scorsi ha sostenuto una vertenza per migliorare le condizioni di lavoro del personale dipendente culminata con la sottoscrizione di un accordo tra le rappresentanza sindacali aziendali del magazzino di Castel San Giovanni e i vertici del colosso dell’e-commerce sulla flessibilità contrattata, solleciterà un incontro con la direzione aziendale per chiarire quanto accaduto” ha dichiarato la segretaria generale della Fisascat Cisl Parma Piacenza Francesca Benedetti. “Valuteremo, in virtù del verbale di accertamento dell’Ispettorato del Lavoro, le azioni da intraprendere per supportare la federazione dei lavoratori in somministrazione Felsa Cisl che già si è messa a disposizione per rivendicare la stabilizzazione del personale somministrato utilizzato oltre i limitiquantitativi previsti dal contratto del terziario, distribuzione e servizi” ha concluso la sindacalista.

Sul tema interviene anche l’Ugl Terziario di cui è segretario regionale Pino De Rosa: “Le risultanze dell’ispezione cominciata a dicembre 2017da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dopo lo storico sciopero del 23 novembre, che si chiuderebbe con un verbale che aprirebbe la strada alla stabilizzazione di oltre 1300 contratti precari, rappresentano uno scenario che da un lato conferma la validità delle iniziative sindacali che hanno accesso i riflettori sulla multinazionale americana e dall’altro dimostrano che la scelta, per lungo tempo adottata, dall’azienda, di rifiutare il confronto con i sindacati e di centellinare le informazioni aveva, come suol dirsi, un suo “perché”. Rammentiamo che, dopo il tormentato iter per arrivarci, si tenne lo scorso 19 febbraio l’incontro congiunto con l’azienda presso la Prefettura di Piacenza. Ebbene, 6 giorni prima, Ugl terziario avanzò una serie di richieste d’informazioni mai fornite da Amazon. La prima si riferiva ai contratti in somministrazione! A questo punto riteniamo che sia necessario prendere visione del verbale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e chiedere a breve un incontro con l’azienda. Ovviamente la scrivente O.S., alla luce delle determinazione degli Ispettori del Ministero del Lavoro, offre tutta la propria assistenza ai lavoratori precari per l’esercizio dei loro diritti rivolgendosi velocemente alla nostra struttura di Piacenza. Se tutto confermato, la questione assumerebbe i connotati di una rivincita dei “green badge” che, come tutti i lavoratori precari, fanno enorme fatica a vedere applicati i loro diritti e che in molti, con rammarico, nelle giornate di sciopero varcarono i tornelli con la coscienza di non poter sostenere i colleghi che, a quanto pare, restarono fuori anche per loro! Riteniamo che, a questo punto, sia necessario ed urgente procedere con le opportune verifiche presso gli stabilimenti di Vercelli e Passo Corese dove l’azienda applica un ccnl diverso (quello trasporti e logistica) ma usa e, sembra, abusi del lavoro in somministrazione”.

Non tarda ad arrivare la risposta di Amazon: “Amazon è un datore di lavoro corretto e responsabile. Rispettiamo il lavoro svolto dall’autorità ispettiva e ci impegniamo affinché tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile. Nello specifico in questi giorni abbiamo ricevuto il verbale di accertamento e in esso non è riportato il numero di contratti in somministrazione citato nei media e nel comunicato stampa dell’Ispettorato del Lavoro. Data l’elevata stagionalità cui è soggetta la nostra attività, ricorriamo nei periodi di picco a personale in somministrazione il cui ruolo è cruciale nell’aiutarci a gestire con efficienza il nostro lavoro. Escludendo questi periodi, la gran parte dei nostri lavoratori è assunta con contratto a tempo indeterminato e siamo costantemente impegnati nella conversione dei contratti di somministrazione in tempo indeterminato. Per esempio, il nostro centro di distribuzione di Castel San Giovanni quando ha aperto nel 2011 impiegava 150 persone a tempo indeterminato. Oggi i contratti a tempo indeterminato sono oltre 1.650 e tutti hanno iniziato con contratti in somministrazione convertiti nel corso degli anni in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In particolare, negli ultimi due anni le conversioni sono state rispettivamente 500 nel 2016 e 270 nel 2017 e il nostro impegno è continuare a crescere”.

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