Attualità

Ammodernamento della Statale 45, Italia Nostra: “Costo economico e ambientale enorme e ingiustificato”

“La variante Rivergaro-Cernusca della SS 45 ha un costo economico e ambientale enorme quanto ingiustificato”. Inizia così la nota di Italia Nostra in merito al progetto di ammodernamento della Statale 45. Progetto che nei giorni scorsi è entrato nel vivo con i primi espropri di proprietà private e che tante polemiche sta sollevando.

LA NOTA DI ITALIA NOSTRA

Molti dei politici che sostengono incondizionatamente il progetto Anas attuale, ben peggiore del precedente, avrebbero sicuramente cambiato idea se avessero partecipato anche a uno solo degli incontri, a Piacenza e in Val Trebbia, che hanno informato su cosa comporteranno i lavori, in partenza proprio con gli espropri di questi giorni. E già basterebbe valutare come questi espropri sono stati definiti (diventando 355mila mq. da 75mila che erano nel progetto 2017!) e come vengono realizzati per capire l’improvvisazione che c’è dietro, frutto di un progetto fatto male e in molti casi senza nemmeno verificare lo stato reale del territorio e delle proprietà.

Ma vediamo alcuni degli altri dati, che è utile che gli abitanti e i frequentatori della val Trebbia conoscano (come pure chi dovrà decidere sul ricorso contro la variante, ma anche tutti gli Italiani, per capire come funzionano certi lavori pubblici):

per la durata del cantiere (5 anni come minimo) ci saranno 67 camion in più al giorno nei due sensi di marcia. La devastazione della valle, causata dai viadotti in alveo e dagli sbancamenti per nuove rotonde e bretelle, sarà aumentata ulteriormente dal milione di metri cubi di ghiaia che sarà estratta dalle cave in bassa Val Trebbia, e dai 60 mila litri di acqua buttati ogni giorno per mitigare le polveri provocate dai lavori. E questo spreco di acqua, comunque, nulla potrà contro i gas di scarico dei 67 camion per senso di marcia.

L’illuminazione delle tante nuove rotonde, con 231 apparecchi illuminanti anziché i 45 odierni, provocherà inquinamento luminoso, con conseguenze sulla fauna e sulle attività astronomiche dell’osservatorio di Lazzarello visto che il progetto non rispetta nemmeno l’area di tutela prescritta.

La decantata sicurezza, ormai unico beneficio del progetto attuale, sarebbe stata uguale o maggiore coi progetti alternativi, meno impattanti e costosi. Quasi nessuno cita più il risparmio di tempo, visto che i dati Anas prevedono una riduzione dei tempi di percorrenza di soli 38 secondi. Il buffo (o l’ulteriore cosa vergognosa di questo progetto) è che col progetto 2017 si risparmiavano invece 4 minuti. E mentre non si trovano fondi per sistemare adeguatamente le centinaia di chilometri di strade della provincia che ne avrebbero bisogno, per 11 km di strada usiamo oltre 197 milioni di euro pubblici, molti di più del progetto proposto dai cittadini e dalle associazioni, ben più intelligente e rispettoso della valle e dei suoi abitanti, e più rispettoso anche delle finanze statali e dei soldi pubblici. Speriamo che questo spreco non passi inosservato.

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