Per ascoltare da vicino che rumore fa la montagna piacentina, da 25 anni c’è un’occasione imperdibile che si rinnova e si amplia continuamente, con crescente interesse: dal 2 agosto al 22 settembre, torna la rassegna musicale e culturale Appennino Festival che porta nei luoghi più suggestivi della montagna emiliana circa una ventina di eventi musicali che coniugano tradizioni popolari e musica colta, valorizzazione del territorio e un intrattenimento mai banale e di qualità, grazie all’impegno costante della direttrice artistica e musicista Maddalena Scagnelli.
La rassegna è stata presentata oggi, venerdì 24 luglio, nel Salone d’onore di Palazzo Rota Pisaroni da Enrica De Micheli (consigliera del consiglio di amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano), Maddalena Scagnelli (direttrice artistica di Appennino Festival), Giuseppe Noroni (presidente della Via degli Abati), Stefano Stabilini (Politecnico di Milano), Emanuele Galba (Banca di Piacenza) e Valentina Cinieri (presidente associazione culturale Le Vie del Sale). Con loro, in rappresentanza dei Comuni coinvolti, il consigliere comunale di Bobbio Renzo Marchesi, la consigliera comunale di Travo Elena Merli, il sindaco di Farini Marco Paganelli e la consigliera comunale di Pontenure Alessandra Bonzanini.
L’apertura del Festival si terrà nel pomeriggio del 2 agosto in un luogo magico e affascinante: il pascolo della Sella dei Generali – in comune di Coli – dove saranno protagoniste le voci maschili dei cori Val Curiasca, quello di Mareto e Eco di Valle. Accompagnati dalla fisarmonica di Franco Guglielmetti e dalla piva di Carlo Gandolfi, dalle 17.45 faranno sentire la vibrazione della tradizione locale a tutti i presenti accampati nella brughiera.
Appuntamento da non perdere sarà poi il 5 agosto a Rivergaro, quando sarà ospitato un “big” della tradizione napoletana e mediterranea come Nando Citarella: depositario di quelle sonorità, si esibirà con il Trio Cafè Loti assieme agli strumenti etnici di Pejman Tadayon e alla voce di Stefano Saletti. A Mareto, il 7 agosto, si farà invece un salto in Norvegia con Christoph Hartmann e i giovani allievi dell’Accademia KonstKnekt: non è la prima volta che l’oboista dei Berlin Philharmoniker si esibisce con l’ensemble norvegese, ma ogni volta merita una gita in Valnure.
Ma sono davvero tantissimi gli appuntamenti, per tutti i gusti e per tutti i palati musicali, che accompagneranno verso la fine dell’estate: dalla musica irlandese dei Willow’s a Bobbio (il 20 settembre), agli omaggi lirici del soprano Rebecca Brusamonti a Mareto (il 28 agosto), fino alla musica pugliese e salentina con Maria Moramarco a Pianadelle di Farini (il 12 agosto). L’Appennino Festival si chiuderà il 22 settembre alla Locanda “I Melograni” a Caratta di
Gossolengo con un altra chicca, stavolta dedicata alle danze europee: direttamente dalla Valle d’Aosta, saranno protagonisti Remi e Vincent Boniface del gruppo Trouveur Valdotèn. Per restare aggiornati con sui concerti e le varie iniziative, si possono consultare i profili social Facebook e Instagram di Appennino Festival.
Per ulteriori informazioni sui concerti e gli artisti che si esibiranno, si può contattare la direttrice artistica Maddalena Scagnelli (347-6897081).
Attivo ormai dal 2001, con crescente successo, Appennino Festival è la rassegna di musica e cultura che si tiene nei più suggestivi borghi dell’Appennino Emiliano, tra Piacenza e Parma. Sotto la direzione artistica di Maddalena Scagnelli, si propone di esaltare e salvare dall’abbandono il patrimonio musicale originale delle cosiddette Quattro Province, il territorio montano più selvaggio a cavallo tra le province di Piacenza, Alessandria, Pavia e Genova: un luogo sospeso nel tempo dove, a dispetto della modernità, sono sopravvissuti caratteri musicali unici in Italia, così come alcuni strumenti tipici (come la müsa o il piffero).
Così, nelle intenzioni degli organizzatori, questo patrimonio culturale si salda con i sentieri naturalistici, i cammini religiosi e i borghi storici che diventano le location ideali per ospitare i concerti proposti dalla rassegna. Negli ultimi anni, Appennino Festival si è aperto sempre di più, sia dal punto di vista geografico (con appuntamenti che oggi coinvolgono anche i paesi di pianura o la stessa città di Piacenza), sia da quello dei generi musicali (non solo strettamente legati alla montagna piacentina ma aperto alla musica world, tradizionale e antica di tutta Italia). Proprio la contaminazione tra le diverse esperienze è l’elemento distintivo del Festival, che dalle più piccole località sperdute spalanca una finestra sul mondo culturale di altri piccoli borghi a centinaia o migliaia di chilometri di distanza.
L’edizione 2026 di Appennino Festival è sostenuta dal Ministero della Cultura, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Regione Emilia Romagna, Banca di Piacenza, Politecnico di Milano, Fai, Via degli Abati e dai Comuni che ospitano i singoli eventi.
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