“Siamo lieti della convergenza del Consiglio comunale sulla proposta – avanzata dal centrodestra – di intitolare una via o piazza significative a Giorgio Armani, figura apprezzata dal mondo e orgogliosamente legata alla nostra terra. Come già dichiarato, con i colleghi di minoranza siamo a disposizione per collaborare all’individuazione del luogo più adeguato a grandezza e valore del celebre stilista”, dichiarano i consiglieri Sara Soresi (Fratelli d’Italia) e Jonathan Papamarenghi (Civica Barbieri-Liberi).
Abbiamo tuttavia appreso – proseguono – dell’esistenza di un articolato progetto dedicato a celebrare la figura di Armani promuovendone il legame con la nostra Città, sottoposto dal pubblicitario Gabriele Balordi all’Amministrazione addirittura nel gennaio 2024 ma caduto nel vuoto. Proposta di ampio sguardo, già avallato da potenziali sponsor locali e che sarebbe stata persino condivisa con lo staff Armani.
Prevedeva, tra le altre cose, una rassegna e mostra inedite in un’adeguata location piacentina, incentrate sul grande rapporto tra Armani e il mondo del cinema, nonché un’esposizione permanente legata a passato, presente e futuro dello Stilista e sue creazioni.
Ci domandiamo – aggiungono Soresi e Papamarenghi – per quale motivo il Consiglio comunale o, quantomeno, la commissione competente non siano stati informati dell’esistenza di questa proposta, che parrebbe completa e coerente con la portata internazionale del Maestro, e quali siano stati i motivi del rigetto col conseguente nulla di fatto.
Ai promotori l’Amministrazione disse che lavorava da mesi a un progetto “più grande”, di cui però ormai fuori tempo massimo nulla si è visto. Era la “grande iniziativa” evocata anche dal Capogruppo PD in occasione della laurea honoris causa o si è forse già ridotto alla pur apprezzabile realizzazione del murales? La città deve – per se stessa prima ancora per chi celebra – valorizzare con un’iniziativa realmente di ampio respiro l’eredità culturale, artistica e valoriale di Giorgio Armani.
Spiace constatare – concludono – che ancora una volta Piacenza rischi di perdere un’importante occasione per celebrare degnamente uno dei suoi più illustri figli. Invitiamo pertanto l’Amministrazione comunale a recuperare, per quanto possibile, il tempo perduro partendo dal progetto già elaborato così da restituire a Piacenza – già oggi in ritardo rispetto a città come Parma, ma non solo, dove già inaugurano le prime iniziative – il ruolo che merita nel celebrare un simbolo mondiale dello stile italiano.
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