Dagli otto fondatori a oltre 400 soci, passando per progetti in Italia e all’estero. Lunedì sera al Collegio Alberoni torna l’appuntamento che riunisce il mondo dello sport piacentino. In palio all’asta maglie prestigiose di Kane, Mbappé e Olise, insieme a tanti cimeli delle società del territorio. E il 2027 sarà l’anno del venticinquesimo anniversario.
Ventiquattro anni di impegno, solidarietà e progetti concreti. E una comunità che, anno dopo anno, ha continuato ad allargarsi, coinvolgendo associazioni, imprese, istituzioni e soprattutto il mondo dello sport. Assowilliam si prepara alla sua tradizionale cena benefica, in programma lunedì sera alle 20 nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni, con uno sguardo già rivolto a un traguardo speciale: il venticinquesimo anniversario del 2027.
A raccontare il percorso dell’associazione è Mario Chitti, vicepresidente di Assowilliam, intervenuto ai microfoni di Radio Sound. Una storia nata da un dolore profondo, quello di Jimmy Bottigielli, storico massaggiatore e fisioterapista del Piacenza Calcio, che dalla perdita del figlio William ha saputo far nascere un progetto capace di trasformare la sofferenza in aiuto concreto per gli altri. Un percorso partito proprio dallo sport piacentino e cresciuto progressivamente, fino a raggiungere realtà e missioni anche fuori dai confini nazionali. «Sono stati 24 anni di grande impegno e concretezza a favore delle persone meno fortunate di noi», sottolinea Chitti. «Siamo partiti in otto, oggi siamo oltre 400. La cosa che ci riempie di orgoglio è riuscire ad accorciare le distanze e portare qualche sorriso, dai più piccoli ai più grandi. Non sentiamo la fatica, abbiamo ancora l’entusiasmo dei primi giorni».
Il legame con Piacenza resta il cuore dell’attività, ma nel tempo Assowilliam ha accompagnato anche iniziative in Africa, America Latina, Serbia e in altri Paesi dell’ex blocco jugoslavo, sostenendo progetti promossi anche da piacentini impegnati in missioni e attività solidali all’estero.
Una rete sempre più ampia: oltre cento realtà coinvolte
Il 2026 ha confermato la crescita dell’associazione, non soltanto in termini di adesioni, ma soprattutto nella capacità di coinvolgere soggetti pronti a condividere obiettivi e responsabilità. Per la serata di lunedì sono attese oltre cento imprese e realtà sostenitrici, che non si limitano a offrire premi o donazioni per aste e lotterie, ma in diversi casi scelgono di adottare e accompagnare progetti nel tempo. «Prima intervenivamo in maniera molto mirata su tanti piccoli interventi; adesso tendiamo ad accompagnare iniziative più consolidate, seguendo progetti che abbiano un respiro pluriennale», spiega il vicepresidente. «Il consolidamento di un percorso non è mai un atto singolo: facciamo squadra, ma lo facciamo per il bene». Una rete che comprende imprese, associazioni, amministrazioni pubbliche, realtà ospedaliere e istituzioni, e che trova nella cena benefica uno dei momenti più significativi di incontro e partecipazione. Lunedì saranno circa 350 gli ospiti attesi: una presenza che testimonia quanto l’iniziativa sia diventata un appuntamento centrale per il territorio.
Il 2027, l’anno dei 25 anni: cinque priorità per Piacenza
Il prossimo anno avrà un significato particolare. Il venticinquesimo anniversario non sarà soltanto una ricorrenza da celebrare, ma l’occasione per dare continuità e ulteriore slancio ai progetti sostenuti dall’associazione. Chitti individua alcune direttrici prioritarie per il 2027. Tra queste, il sostegno a Casa di Iris, realtà per la quale resta fondamentale non soltanto il contributo economico, ma anche il supporto operativo. Attenzione anche alle missioni delle suore di monsignor Torta in Kenya, dove alle necessità legate all’approvvigionamento dell’acqua si aggiunge la protezione di alcuni insediamenti che accolgono bambini albini, esposti a gravi forme di discriminazione e violenza.
Un altro fronte riguarda la diffusione dei defibrillatori sul territorio piacentino, con particolare attenzione alle scuole e ai più giovani. Una parte del ricavato delle iniziative di lunedì sarà destinata all’acquisto di dispositivi per la scuola Genocchi e per la palestra e il palazzetto adiacenti. Tra i progetti indicati figurano inoltre la collaborazione con l’associazione La Gemma, impegnata nella realizzazione di miniappartamenti per favorire percorsi di autonomia delle persone con disabilità, e il sostegno all’ospedale di Piacenza, anche attraverso le attività dei volontari e degli operatori che affiancano i pazienti. Infine, proseguirà il lavoro con APL e con il dottor Vallisa, per sviluppare nuove esperienze professionali e percorsi di formazione rivolti ai medici, in particolare nell’ambito dell’ematologia, oltre a contribuire all’acquisizione di strumenti e tecnologie sempre più evoluti. «Queste sono le cinque direttrici che saranno un po’ la stella cometa del 2027 per Piacenza», anticipa Chitti. Ma il venticinquesimo potrebbe riservare anche nuove iniziative internazionali, con un progetto in Sud America che l’associazione sta preparando e che sarà presentato più avanti.
Kane, Mbappé e Olise: un’asta da collezionisti
Come da tradizione, uno dei momenti più attesi della cena sarà l’asta benefica delle maglie, che quest’anno propone pezzi di assoluto prestigio internazionale. Tre, in particolare, sono le autentiche chicche annunciate da Chitti: la maglia della nazionale inglese di Harry Kane, autografata e indossata nella finale per il terzo posto; quella della Francia di Kylian Mbappé, anch’essa legata alla finale per il terzo posto; e la maglia del Bayern Monaco di Michael Olise, in edizione speciale, utilizzata nell’ultima partita della stagione che ha portato alla conquista del campionato tedesco. «Siamo riusciti in un’impresa direi unica», racconta il vicepresidente, che scherza in merito alla polemica sulla classifica finale del Pallone d’Oro: «Partiremo dalla stessa base d’asta così non facciamo torti a nessuno».
Accanto ai tre pezzi più prestigiosi non mancheranno le maglie di Thuram, Lautaro Martinez, Maignan e Yildiz, oltre ad altri cimeli che saranno svelati nel corso della serata. Grande spazio anche alle società piacentine: dal Piacenza Calcio, con materiale donato dal presidente Polenghi e dal direttore generale Fiorani, al rugby dei Lyons, passando per baseball, pallanuoto e le altre realtà sportive del territorio.
Tutto lo sport piacentino, con tanti ospiti e una sola causa
La cena sarà anche l’occasione per ritrovare volti noti dello sport piacentino e non solo. Tra gli ospiti annunciati ci sarà Dario Hubner, ormai presenza affezionata all’appuntamento, insieme a Guardalben, Cardone, Moretti, Totò De Vitis…
Attesi anche Eusebio Di Francesco, presidente dell’associazione, e il figlio, oltre a rappresentanti delle società sportive e delle realtà che sostengono il progetto.
Ci sarà una nutrita rappresentanza del Nibbiano, con il presidente Alberici, insieme agli esponenti delle altre società e ai tanti atleti che contribuiscono a rendere la serata un appuntamento trasversale per tutto il movimento sportivo locale. «Saremo un po’ in famiglia, ma saremo circa 350», conclude Chitti. Una famiglia sempre più grande, nata da una storia personale dolorosa e diventata in 24 anni una realtà capace di mettere in movimento energie, competenze e generosità.
Lunedì sera, al Collegio Alberoni, non sarà soltanto una cena benefica: sarà la fotografia di una comunità che ha scelto di fare squadra. E che si prepara a festeggiare i suoi primi 25 anni guardando già ai progetti e alle sfide che verranno.
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