Il 2025 si è aperto con una buona notizia per i percettori dell’Assegno unico: l’Inps ha infatti aggiornato le tabelle con gli adeguamenti del contributo al costo della vita, e rispetto al 2024 il beneficio sarà in crescita dello 0,8%. Una notizia gradita per molte famiglie beneficiare – secondo i dati pubblicati dal Sole24Ore, sono oltre 5,9 milioni di nuclei per un totale di 9,4 milioni di figli – che devono però prestare attenzione a una scadenza imminente.
Chi ha già presentato con successo la domanda per ricevere l’Assegno unico non è tenuto a presentarne un’altra: come spiegato dal sito dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, infatti, “le domande già presentate valgono anche per gli anni successivi”. Tuttavia una circolare dell’Inps del 4 febbraio chiarisce che “per determinare l’importo dell’Assegno unico è necessaria la presentazione di una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il 2025”
Le famiglie beneficiarie dell’assegno unico universale hanno ancora meno di 20 giorni di tempo per rinnovare l’Isee, l’indicatore della situazione economica che fotografa redditi e patrimoni e modula gli importi spettanti in base al numero dei componenti.
Altrimenti, a partire dalla mensilità di marzo, verrà erogata solo la quota minima dell’assegno unico, innalzata per il 2025 dello 0,8 per cento – per l’adeguamento annuale al costo della vita previsto per legge su tutti gli importi della misura -, quindi pari a 57,5 euro mensili per ciascun figlio a carico under 21.
Meno di 20 giorni non sono pochi, ma bisogna affrettarsi. L’Inps, infatti, sta rilasciando le attestazioni Isee con tempi più lunghi rispetto al solito: i Caf segnalano ritardi fino a 10-15 giorni in media per ottenere un Isee ordinario, dal momento dell’invio della Dsu (la dichiarazione sostitutiva unica con tutti i dati necessari del nucleo familiare richiedente); mentre gli anni scorsi la tempistica media di rilascio si fermava intorno ai 3-4 giorni.
Mario Mastrorilli, responsabile del CAF CISL Parma Piacenza, spiega che “Da qualche giorno siamo fermi con il calcolo dell’attestazione a Isee elaborate il 31/01 quindi, quando di norma bastavano 48 ore per ottenerla, ora superiamo i 10gg e questo sta accadendo in tutti i CAF. Ciò ricade ovviamente sulle prestazioni sociali che sono vincolate al rilascio dell’attestazione. Il nostro CAF a livello nazionale si sta muovendo insieme alla Consulta con le dovute rimostranze ad Inps, la quale rimanda a un generico problema di Software House. Se la situazione non si normalizza si interverrà, sempre a livello nazionale, con ulteriori comunicazioni. E’ importante per noi sottolineare che il ritardo nel recupero dell’attestazione non è dovuto a nostra inefficienza. Inoltre colgo l’occasione anche per dire che stiamo aspettando da parte del Ministero la pubblicazione del decreto che attiva la modalità di applicazione della franchigia dei titoli di stato con la modulistica e le istruzioni.”
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