Politica

Ristori per le attività in Piazza Cittadella, Fratelli d’Italia: “Bando troppo restrittivo, servono aiuti concreti e non elemosina”

Ristori per le attività danneggiate dal cantiere di Piazza Cittadella e Piazza Casali, Fratelli d’Italia critica un punto del bando comunale.

“Il bando limita l’accesso solo alle attività con affaccio diretto sull’area del cantiere, escludendo realtà situate a pochissimi metri – anche solo cinque o dieci – che, pur non rientrando nel perimetro “ufficiale”, hanno registrato cali di fatturato pesantissimi, con effetti che rischiano di diventare irreversibili”.

LA NOTA DI FRATELLI D’ITALIA

“Accogliamo positivamente la pubblicazione, da parte del Comune di Piacenza, del bando volto a sostenere le attività commerciali danneggiate dal cantiere di Piazza Cittadella. Si tratta di un segnale importante, figlio di una mozione presentata dal nostro gruppo, approvata all’unanimità, con la quale chiedevamo misure di sostegno per le attività penalizzate dai pesanti disagi legati al cantiere di Piazza Cittadella”. 

La nostra mozione nasceva da un’esigenza reale: dare un aiuto vero a chi ha subito danni tangibili, causati non solo dalla perdita di parcheggi, ma anche dalla rimozione delle fermate di bus e corriere, e quindi dalla drastica riduzione del flusso di studenti, lavoratori e clienti che prima frequentavano quella zona.

Tuttavia, abbiamo appreso solo ieri che il bando limita l’accesso solo alle attività con affaccio diretto sull’area del cantiere, escludendo realtà situate a pochissimi metri – anche solo cinque o dieci – che, pur non rientrando nel perimetro “ufficiale”, hanno registrato cali di fatturato pesantissimi, con effetti che rischiano di diventare irreversibili.

Un’attività ha chiuso i battenti

Si ricorda, a questo proposito, che qualche mese fa una di queste attività ha chiuso addirittura i battenti.

È evidente che questa impostazione è da correggere. Per questo auspichiamo che, già dal prossimo anno, il bando venga ampliato, sia nella platea dei beneficiari, sia nell’entità del contributo, che deve essere adeguato alla reale entità delle perdite. 

Non servono elemosine simboliche, ma ristori significativi, che aiutino concretamente queste attività a restare in piedi.

Non si possono chiedere sacrifici solo ai commercianti mentre la politica resta a guardare. Chi è stato danneggiato merita rispetto, attenzione e risposte concrete”. 

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