Negli ultimi giorni, è stata diffusa una tesi infondata che ipotizza una presunta “corposa uscita di scena di dipendenti” dall’Azienda sanitaria di Piacenza. Un’affermazione che non trova alcun riscontro nei dati oggettivi, né nella realtà quotidiana di una struttura che conta quasi 4.000 dipendenti: una vera e propria “città” operativa e dinamica, al servizio della salute pubblica.
In un’organizzazione di queste dimensioni, è del tutto naturale che ogni mese una quota fisiologica di personale – tra le 10 e le 20 unità – cambi percorso professionale o raggiunga l’età pensionabile. Parlare di “fuga” è quindi fuorviante e distorsivo: il turnover registrato è perfettamente in linea con quello degli anni precedenti, senza alcuna anomalia.
“Il ricambio del personale attraverso cessazioni e nuove assunzioni rappresenta una normale dinamica organizzativa – chiarisce Mario Giacomazzi, direttore della Gestione risorse umane di Ausl Piacenza – È un processo fisiologico, che permette all’organizzazione di mantenere elevati livelli di competenza e qualità dei servizi”.
Le motivazioni sono prevalentemente personali: pensionamenti (che rappresentano circa la metà dei casi), esigenze familiari o trasferimenti verso strutture più vicine al luogo di origine. In alcuni casi, le dimissioni non segnano un impoverimento del sistema sanitario locale, ma piuttosto una sua evoluzione: come per due pediatri ospedalieri che hanno scelto di diventare Pediatri di libera scelta, continuando a operare sul territorio.
Al normale ricambio si affianca l’arrivo di nuove figure di riferimento. È il caso di Francesco Giangregorio, stimato gastroenterologo, che prenderà servizio entro l’anno come nuovo direttore della Medicina Interna dell’ospedale di Castelsangiovanni, subentrando a Carlo Cagnoni, recentemente pensionato. Sono inoltre già confermate, entro l’anno, le nomine del nuovo primario di Oncologia e del nuovo primario di Chirurgia, in collaborazione con l’Università di Parma, a conferma del ruolo universitario di alcune sedi ospedaliere piacentine.
L’Azienda sanitaria di Piacenza respinge quindi con fermezza ogni tentativo di alimentare allarmismi infondati e in un’ottica di trasparenza e responsabilità, continuerà a monitorare con attenzione l’evoluzione della propria forza lavoro, garantendo stabilità organizzativa, qualità operativa e un costante investimento sulle professionalità che compongono il sistema sanitario locale.
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