Alle ore 17 di domenica 4 gennaio, le Volanti della Questura di Piacenza sono intervenute nei pressi di viale Pubblico Passeggio angolo C.so Vittorio Emanuele, in quanto il personale dell’Esercito impiegato nell’operazione Strade Sicure aveva segnalato un soggetto sospetto che si rifiutava di declinare le proprie generalità e di fornire un documento.
Alla vista dei poliziotti il soggetto iniziava ad agitarsi, mantenendo anche con loro un comportamento non collaborativo, azione che proseguiva anche all’atto della richiesta di salire sull’autovettura di servizio, aumentando il suo atteggiamento aggressivo nei confronti degli operanti, spintonando uno degli agenti e cercando di colpire con dei pugni chiunque cercasse di avvicinarsi.
A tal punto i poliziotti con l’aiuto anche dei militari, riuscivano con fatica ad immobilizzare il soggetto, che continuava ad avere un comportamento minaccioso ed aggressivo, opponendo una forte resistenza colpendo con dei calci gli operanti e sputandogli addosso.
Una volta fatto salire sulla volante, reiterava nell’azione violenta colpendo con calci il finestrino riuscendo a romperlo.
Giunto in Questura, il soggetto veniva identificato per un cittadino tunisino di anni 18, domiciliato a Piacenza, non in regola con le norme per il soggiorno in Italia.
Dopo le formalità di rito veniva tratto in arresto per i reati di resistenza, violenza e minaccia a P.U., per il danneggiamento aggravato dell’auto di servizio, e veniva altresì segnalato per il rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale e trattenuto presso le celle di sicurezza in attesa della direttissima.
Al termine del rito per direttissima, dopo la convalida, la polizia lo ha sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora in tutta la provincia di Piacenza.
Viste le attività delittuose compiute e considerata la pericolosità sociale, la Divisione Anticrimine gli notificava la Misura di Prevenzione dell’Avviso Orale emesso dal Questore di Piacenza in data odierna e sulla base della pericolosità sociale dimostrata, l’Ufficio Immigrazione gli ha notificato il rifiuto del permesso di soggiorno, di cui lo stesso aveva richiesto il rinnovo per motivi di lavoro, e un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, per poi essere accompagnato da personale della Questura di Piacenza presso il centro di permanenza di Gradisca d’Isonzo (GO) per completare le procedure di identificazione richieste per il successivo rimpatrio nel Paese di origine.
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