Azioni Veneto Banca, danni risarciti anche per gli investitori piacentini

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Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore”.

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“Abbiamo messo nuovamente K.O. la ex Banca Apulia, oggi Banca Intesa San Paolo, per la vendita di azioni Veneto Banca!” è questo il primo commento dell’avv. Vincenzo Scaglione, Delegato per l’Emilia-Romagna dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, all’indomani della sentenza con la quale è stata dichiarata la risoluzione del contratto di acquisto di azioni Veneto Banca ed il conseguente diritto al risarcimento del danno in favore del risparmiatore che aveva investito in tali titoli.

Le vicende delle banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) hanno coinvolto i risparmiatori su tutto il territorio nazionale. Inoltre, la vendita di simili titoli – azioni illiquide in quanto non facilmente ri-vendibili sul mercato e poi azzerate nel loro valore – non è un’operazione isolata e potrà accadere ancora in futuro.

Per questo motivo le “vittorie” dei risparmiatori vanno divulgate, al fine di informare tutti coloro che potranno incorrere in simili situazioni.In finanza (come nella vita) la differenza la fa la “conoscenza”, più tecnicamente chiamata “educazione finanziaria”.

Agli inizi del mese di agosto 2014, il consumatore aveva acquistato presso l’allora Banca Apulia, successivamente incorporata per fusione in Banca Intesa San Paolo, della quale era cliente da molti anni, azioni della Veneto Banca prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale.

Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto la Veneto Banca, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché azzerato.

Vani sono stati i tentativi di addivenire ad un componimento bonario della controversia e nel 2017, il risparmiatore ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 15 maggio 2021.

Con essa, il Tribunale ha riconosciuto la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente dichiarazione di risoluzione del contratto e diritto in favore del consumatore al risarcimento del danno pari all’intero importo investito, oltre interessi.

“È stata accolta in pieno la nostra linea difensiva – afferma l’avv. Vincenzo Scaglione – Più in particolare è stato riscontrato che la Banca, nel corso delle trattative e della stipula del contratto di

acquisto dei titoli, non ha fornito al risparmiatore informazioni precise e dettagliate riguardo la natura, le caratteristiche ed le modalità di smobilizzo delle azioni”.

La sentenza si pone nel solco giurisprudenziale tracciato con la prima sentenza in Italia, a quanto consta, di condanna della allora Banca Apulia per la vendita di azioni Veneto Banca al risarcimento del danno, pari ad € 84.000,00, oltre interessi, in favore di un risparmiatore, anche egli associato al Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore”.

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