Gloria Zanardi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha depositato una mozione urgente sul tema degli affidi dei minori. “I fatti di Bibbiano hanno fatto emergere le falle che possono crearsi, chiaramente in situazioni patologiche, nel sistema degli affidi di minori; per questo, ritengo doveroso formulare proposte al Sindaco e alla Giunta; indicando azioni specifiche e concrete, finalizzate a migliorare il sistema degli affidi di minore nel territorio del Comune di Piacenza, ma anche a livello nazionale; stante la delicatezza del tema e gli interessi prioritari coinvolti”.
Prima di tutto, il consigliere comunale chiede all’Amministrazione di attivarsi presso gli Uffici competenti al fine di conoscere con cadenza annuale, ed attraverso un puntuale monitoraggio, il numero dei minori fuori famiglia, seguiti dai servizi sociali; inoltre, propone l’istituzione di una procedura formale ed omogenea; procedura basata sulla collaborazione tra servizio pubblico e le organizzazioni del privato sociale delegate per la gestione dell’affido, per un rispetto degli standard di qualità.
“E’, altresì, necessario valutare, studiare e prevedere adeguati strumenti, anche di natura regolamentare e ordinamentale, che possano prevenire eventuali situazioni inopportune; e che possano permettere di verificare più efficacemente le precise motivazioni sottese alla eventuale proroga dell’affido, stante la natura temporanea che nella generalità dei casi questo dovrebbe avere” .
“Sarebbe anche importante implementare il numero di persone impiegate negli Uffici dei Servizi Sociali preposti all’affido dei minori; in considerazione dell’importanza e delicatezza del lavoro svolto nei confronti di soggetti fragili”.
Infine, il consigliere comunale chiede al Sindaco e alla Giunta di segnalare al Governo l’opportunità di promuovere la revisione della norma che istituisce il difensore del minore, attualmente previsto solo nei procedimenti di adattabilità, indicando tutti i necessari passaggi.
In ultimo, il consigliere Gloria Zanardi invita a promuovere interventi di sostegno e di aiuto a favore delle famiglie in difficoltà economica; allo scopo di sostenere i genitori naturali in modo che il minore possa rimanere con loro, senza ricorso all’affido. “Le condizioni di indigenza dei genitori non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto dello stesso alla propria famiglia, così per legge, ma anche per buon senso”.
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