Bimbo morto durante una festa a Mortizza: “Nessun segno certo di folgorazione”

Bimbo di 5 anni folgorato durante una festa a Mortizza, prosegue il processo che vede imputato con l’accusa di omicidio colposo Giuseppe Dossi, presidente di “Mortizza società cooperativa” che gestisce la struttura all’aperto dove venne organizzata la festa. I fatti risalgono al 16 luglio 2016. Il piccolo, 5 anni originario dell’Ecuador, stava partecipando a un ricevimento per un battesimo quando si è arrampicato lungo una scala di metallo che conduceva alla toilette. E lì che il bimbo è stato raggiunto da una scarica elettrica che lo ha ucciso.

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Dopo l’udienza di oggi, 7 gennaio, torna d’obbligo l’uso del condizionale. Il medico legale Edda Guareschi, perito della procura che ha effettuato l’autopsia sul corpo del piccolo, ha infatti dichiarato di non aver rinvenuto sul cadavere segni tipici della folgorazione, tracce che possano indicare con certezza dunque che sia questa la causa della morte. La dichiarazione del perito della procura conferma la ricostruzione del medico legale nominato dalla cooperativa titolare dell’impianto.

Dai rilievi effettuati nei mesi scorsi erano emerse alcune inadempienze in merito alla sicurezza della struttura: i periti avevano parlato in particolare di un impianto non a norma, dispersione di corrente e assenza di un dispositivo salvavita in bagno. Ora però la ricostruzione dei medici legali fornisce altro materiale su cui lavorare eliminando ogni certezza sulla causa del tragico decesso.

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