Bobbio diventa capitale della pace, in San Colombano l’importante opera di Franco Scepi

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«La bellezza dell’arte è l’unico elemento universale in grado di percorrere la strada della pace». Con questa frase, Marzio Dallagiovanna, presidente della Fondazione Gorbaciov e vicepresidente del Segretariato del Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, s’affaccia all’evento internazionale che attende il territorio piacentino il 23 novembre: la collocazione a Bobbio del monumento “L’Uomo della Pace di Scepi”. Dallagiovanna questa domenica si recherà a Torino, presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, per presentare al pubblico – composto anche da importanti critici e addetti ai lavori, come Philippe Daverio – l’appuntamento bobbiese. Il discorso che terrà Dallagiovanna, grazie al quale Piacenza dall’inizio dell’anno ospita la sede del Segretariato mondiale dei premi Nobel per la Pace, ricorderà che «fin dai primi Summit dei Premi Nobel per la Pace si è compreso che non è possibile perseguire la pace senza una solida base culturale, e che è l’uomo il contenitore dell’essenza che può salvare il mondo. Perciò il Presidente Gorbachev e i Nobel della Pace come rappresentazione e simbolo di questa certezza hanno identificato la famosa opera d’arte “L’Uomo della Pace” del maestro Franco Scepi. La diplomazia culturale è la volontà di mantenere attraverso i valori della cultura e dell’arte in tutte le sue forme, la nostra identità di esseri umani, costruendo ognuno dentro di sé il proprio Uomo della Pace».

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«A Bobbio, in concomitanza dei festeggiamenti dedicati al santo patrono d’Europa, “L’Uomo della Pace di Scepi” verrà posto nella Basilica di San Colombano, un monaco missionario che ha contribuito alla costruzione della Via Francigena, teoricamente un cammino di pace tra Europa e Nord Africa» spiega Dallagiovanna. L’opera di Franco Scepi – sottoscritta da tutti i Nobel per la Pace – per la prima volta sarà alta tre metri e, rivisitata in versione “traforata” di acciaio Corten, restituirà un senso di trasparenza e di fusione tra tesi e antitesi. Questo evento potrebbe rivelarsi un’apripista anche per la candidatura di Piacenza a capitale della cultura 2020, ponendo i riflettori di tutto il mondo sul territorio locale: «Partendo da Bobbio, l’obiettivo è quello di abbracciare Piacenza per un’identità internazionale di Città della Cultura – si augura Dallagiovanna -, con nuova scansione di storia, arte e fede attraverso il simbolo “L’Uomo della Pace di Scepi”». Già nello scorso aprile, a Piacenza e a Bobbio erano giunte una quindicina di delegazioni straniere legate ai premi Nobel per la Pace, con ospiti illustri: per esempio, lord David Trimble, ex leader dell’Ulster Unionist Party e premier dell’Irlanda del Nord, Nobel per la Pace nel 1998.

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