“Cinque giorni di preavviso per richiedere un rilascio irriguo e nessun rilascio previsto il venerdì per evitare difficoltà operative nel fine settimana. Sono condizioni riportate dalla stampa a proposito dello schema di accordo sul Brugneto che meritano chiarimenti immediati. L’agricoltura non segue un calendario prestabilito e le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente. Un accordo sull’acqua deve essere concretamente applicabile, non soltanto convincente sulla carta”.
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sulle modalità di gestione dei rilasci dall’invaso del Brugneto verso il fiume Trebbia.
“Pensiamo a un caso molto semplice: viene richiesto un rilascio con cinque giorni di anticipo, ma nel frattempo arriva un temporale che rende temporaneamente superflua l’irrigazione. Che cosa succede? È possibile modificare o sospendere tempestivamente la richiesta? Chi può autorizzare la variazione? E come viene gestita la situazione durante il fine settimana? Sono domande pratiche alle quali devono corrispondere risposte altrettanto concrete”.
Tagliaferri richiama il lavoro istituzionale già avviato sulla vicenda.
“Non interveniamo oggi per la prima volta. Attraverso gli accessi agli atti 242/2026 e 318/2026 abbiamo acquisito un’ampia documentazione sulla gestione dell’invaso e sull’accordo interregionale. Il 27 ottobre abbiamo predisposto un’ulteriore richiesta di integrazione documentale per completare il quadro dei rilasci idrici dal 2015 al 2026, verificare lo stato della concessione, le condizioni dell’accordo, i monitoraggi ambientali e gli interventi infrastrutturali”.
“Abbiamo chiesto anche chiarimenti sulle annualità 2017 e 2018, non presenti nell’indice specifico dei rilasci aggiuntivi trasmesso in risposta a una precedente richiesta. Non significa che quei rilasci non siano avvenuti: significa che vogliamo ricostruire dati completi e confrontabili”.
Un altro punto riguarda i quattro milioni di metri cubi previsti dallo schema di accordo e il meccanismo della cosiddetta curva Alarm, utilizzato per valutare le disponibilità dell’invaso.
“Occorre chiarire quali quantitativi siano effettivamente garantiti, quali dipendano dalle condizioni idrologiche e come vengano calcolati gli eventuali rilasci aggiuntivi. Se una curva tecnica determina la disponibilità dell’acqua, i parametri devono essere conoscibili e verificabili. Le esigenze idropotabili del sistema genovese vanno tutelate, ma anche il territorio piacentino deve poter programmare le proprie attività sulla base di regole chiare”.
Il consigliere richiama inoltre le questioni ambientali.
“La gestione dei sedimenti, la manutenzione dell’invaso, il deflusso ecologico e la sicurezza idraulica meritano verifiche puntuali. Non intendiamo formulare allarmi senza riscontri, ma chiediamo che le valutazioni tecniche siano disponibili e che gli impegni assunti possano essere controllati”.
“La Val Trebbia non chiede privilegi. Chiede che una risorsa fondamentale per l’agricoltura, l’ambiente e le attività economiche sia gestita attraverso procedure trasparenti e adeguate alle necessità reali. Un sistema che non consenta di adattare tempestivamente i rilasci alle condizioni meteorologiche rischierebbe di non rispondere pienamente alle esigenze del territorio”.
In vista dell’assemblea pubblica di sabato 31 ottobre, alle ore 16, presso il Centro Culturale di Bobbio, promossa dal Comitato Difesa Valtrebbia, Tagliaferri annuncia ulteriori approfondimenti.
“Seguiremo con attenzione gli elementi che emergeranno dal confronto pubblico. Successivamente valuteremo la presentazione di un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale, concentrata soprattutto sulle scelte che la Regione intende compiere per garantire maggiore flessibilità operativa e certezze sui rilasci”.
“Il punto è semplice: non basta stabilire quanti milioni di metri cubi possano essere rilasciati. Bisogna garantire che quell’acqua possa arrivare quando serve, secondo condizioni tecnicamente sostenibili e verificabili. La Val Trebbia ha bisogno di certezze, non di annunci e procedure incomprensibili”.
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