Economia

“Il CAF della Cisl a Piacenza è la scelta più apprezzata dai piacentini”

“Il punto di forza della CISL è la nostra gente: ecco perchè dobbiamo mantenere e migliorare, dove necessario, la qualità dei servizi ponendo al centro la persona ed il lavoro.” Con queste parole di Michele Vaghini, segretario generale di Cisl Parma Piacenza,  si è concluso il “Laboratorio della partecipazione” organizzato da CISL Parma Piacenza presso la sala congressi dell’Hotel San Marco di Pontetaro (Pr).

Il focus del programma della giornata, che si è aperta con il Consiglio direttivo presieduto dal segretario generale di Filca Cisl  Roberto Varani, ha ospitato gli interventi del segretario generale aggiunto Angela Calò e Monica Lattanzi, del dipartimento formazione CISL Regionale. Prima dell’inizio dei lavori, Anna Carini,  amministratore delegato della società di servizi dell’Emilia Romagna Server Cisl, ha elencato alcuni importanti dati relativi alla crescita costante dei servizi CAF CISL sia a Parma che a Piacenza: rispetto al 2022, 555 nuovi utenti si sono rivolti al servizio portando il totale a 52.589 decretando così il CAF CISL di Piacenza la scelta più apprezzata dai piacentini. In crescita anche altri servizi quali il SAPI –  Servizio assistenza lavoratori autonomi e partite IVA -, l’AdS – amministratore di sostegno – ed il servizio pratiche di successione.  Positivo anche il bilancio del patronato Inas, descritto dal direttore regionale Davide Parmeggiani.

A metà mattinata, i gruppi di lavoro hanno iniziato l’attività di confronto e scambio seguendo la metodologia dell’Open Space Technology, individuando chiari e concreti temi di discussione al fine di migliorare la partecipazione ed il coinvolgimento sul luogo di lavoro in concomitanza con l’attività sindacale: “Mettersi insieme per fare sindacato significa capire ed accompagnare la persona che si rivolge a noi, con professionalità e disponibilità ed è questo che fanno tutti i giorni le nostre operatrici ed i nostri operatori nelle sedi presenti sul territorio – ha detto ancora Vaghini – Accogliamo le persone mettendo come base l’aspetto relazionale ed umano, per farle sentire a casa e non sperdute in mezzo alla burocrazia,  a volte incomprensibile,  e per sopperire alla mancanza di informazioni sui propri diritti. Ci riteniamo un punto di riferimento per l’intera collettività, specialmente nelle sedi di zona presenti nella nostra provincia, dove la conoscenza e l’ascolto delle nostre persone verso chi si rivolge a noi, risultano fondamentali anche per evitare situazioni di completa esclusione sociale”.

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