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Calano gli ascolti di Sanremo, classico e innovativo non si accordano. Il Festival raccontato ogni giorno da Radio Sound

Cosa ha fatto Sanremo? Sembra di sentire i tifosi di calcio chiedere il risultato della propria squadra del cuore prima dell’avvento delle dirette televisive. In particolare detrattori e fans dell’evento il giorno dopo la serata del Festival attendono i dati d’ascolto. Quindi, cosa ha fatto Sanremo? O meglio, quanto ha fatto? Meno share dell’anno scorso quando c’era Fiorello che tira sempre e di più del famoso carro di buoi.

Calano gli ascolti di Sanremo

La seconda edizione firmata Claudio Baglioni è stata seguita in media da 10 milioni 86 mila telespettatori con il 49.5% di share. Nel 2018 la prima puntata del festival aveva ottenuto in media su Rai1 il 52.1% di share con 11 milioni 603 mila telespettatori.

La prima serata

La serata? Inizia con un Bisio molto emozionato, mentre la Raffaele fa fatica a uscire dai suoi straordinari personaggi. O forse fa fatica il pubblico che la vuole nei panni di Belen o della Versace. 

Il primo cantante in gara è Francesco Renga. Solito sussulto del pubblico femminile che dal divano esplode: “Come ha fatto Ambra a preferire Allegri?”. Storie di gossip tanto care a Sanremo. Poi c’è il ritorno a Sanremo di Nino D’Angelo. Sui social commenti poco graditi: “Imbarazzante. D’angelo non sa nemmeno la canzone. Microfoni bassi e non si capisce nulla”.

Quando arriva Nek, questa volta sobbalzano i mariti: “Filippo avrà scoperto la fonte della giovinezza, altrimenti non si spiega…”. Il pezzo comunque piace al pubblico e si presume alle radio. 

Tra classico e innovativo

Arriva il momento di “rottura” con i The Zen Circus. I commenti sanremesi sono scettici, ma a loro difesa scatta l’orgoglio dei fans della band: “L’Italia è quel Paese che si merita il Volo e schifa gli Zen”. E infatti tocca ai tre che volano. Insomma sul web parte la riscossa degli ultra neo-melodici pronti a difendere Il Volo: “Queste sono le canzoni che vanno presentate a Sanremo, bella, bravi”. 

Alto momento importante per il Festival è il ritorno della Bertè su un palco che non le ha mai portato molta fortuna. Infatti i suoi successi sono giunti sempre a larga distanza dal Teatro Ariston. A chi guarda il festival scrivendo sui social piace: “A 68 anni suonati, resta un “personaggio” con un grandissimo carisma, una grinta che i giovani… se la sognano!!!”

Intanto scorrono i cantanti e sui social c’è chi comincia a essere richiamato dal morbido materasso. Insomma scatta la puntuale polemica sugli orari: “Se continuano così lentamente il ventiquattresimo si esibisce a Uno Mattina”.

Ci sono poi i soliti che continuano a interrogarsi sulla provenienza di Motta o Achille Lauro. Pronta la replica dell’utente che ne ha viste di cose: “Vi prego continuate a chiedere chi è, da dove viene, dove sono i veri cantanti italiani. Continuate a farlo come avete fatto con gli Zen, gli Afterhours, i Bluvertigo, a suo tempo Zucchero e Vasco, e prima ancora Rino Gaetano, perché non saprete mai riconoscere chi della musica fa davvero un mestiere”.

Patty e il badante

Gli altri? Patti Pravo viene definita “travestita stile Bob Marley con il badante” Il premio al personaggio che divide di più sui social è però assegnato di diritto ad Achille Lauro. Chi lo difende definisce l’Italia è un paese per vecchi, mentre chi lo attacca lo apostrofa come il peggiore di tutte le 69 edizioni di Sanremo? La verità dove sta? E chi lo sa.

La ricetta di Sanremo

Cosa resta della prima serata? Qualche bella canzone, siparietti spesso troppo forzati e alcuni momenti intensi. Quindi? Nessuna novità, Sanremo è rimasto uguale a se stesso come sempre. Forse è proprio questa la ricetta vincente di un prodotto tutto italiano che ogni anno divide il paese tra criticoni e difensori della tradizioni. Alla prossima puntata….

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