I canali social di Musta Rè, e quindi le sue canzoni, resteranno oscurate. Lo ha deciso la Cassazione.
Il suo nome era uscito nel corso dell’operazione recentemente condotta dalla polizia contro le bande giovanili, operazione che aveva portato a 9 arresti e a un totale di 30 denunce: tutti coinvolti a vario titolo in uno scontro tra bande per la gestione dello spaccio.
Tra loro c’era appunto un cantante trap, in arte Musta Rè. Il giovane era stato indagato a luglio dalla Mobile di Piacenza quale mandante di un tentato omicidio occorso in via Colombo, durante il quale un connazionale era stato attinto da un colpo di machete al braccio da un colpo diretto al volto. La polizia aveva richiesto la chiusura del suo profilo Instagram e del suo canale YouTube. Richiesta che ora anche il Tribunale di Piacenza ha avanzato, contattando direttamente Google e Meta. La motivazione è “istigazione a delinquere”.
L’avvocato di Musta Rè, Mauro Pontini, aveva presentato ricorso contro la decisione del Tribunale. Ricorso che però la Cassazione ha respinto. Secondo i giudici, infatti, le canzoni del trapper di origini egiziane inneggiano “in maniera inequivoca alla violenza, anche armata e allo spaccio di stupefacenti quale attività principale di sussistenza”.
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