Cronaca Piacenza

Caporalato nel settore del volantinaggio, sei persone denunciate: nei guai amministratore di due società piacentine

I finanzieri del Comando Provinciale di Cremona hanno portato a termine un’articolata attività d’indagine, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cremona, a contrasto dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro, fattispecie di reato meglio conosciuta come “caporalato”, nel settore del c.d. “volantinaggio”, ossia la distribuzione “porta a porta” di materiale pubblicitario. Nei giorni scorsi è stato quindi notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che la citata A.G. ha emesso nei confronti di sei persone fisiche, indagate in concorso per il citato reato – ex art. 603 bis c.p.. Mentre nei confronti di due società a responsabilità limitata coinvolte è stato ravvisato l’illecito amministrativo da reato di cui all’art. 25 quinquies del D. Lgs. 231/2001.

Le indagini

L’attività investigativa intrapresa d’iniziativa dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cremona, ha fatto emergere il sistematico reclutamento e sfruttamento di manodopera totalmente irregolare per la distribuzione di volantini che avveniva sul territorio della provincia cremonese, ma anche delle limitrofe province di Piacenza, Parma e Lodi. Volantini che pubblicizzano gli articoli di note catene commerciali, alimentari e non.

La gestione del lavoro

Sono state ricostruite le modalità attraverso le quali i titolari anche di fatto di quattro diverse ditte individuali, riconducibili a cittadini di nazionalità indiana e pakistana, gestivano la distribuzione del materiale pubblicitario sfruttando lo stato di bisogno di loro connazionali nonché bangladesi, quasi tutti privi di un regolare contratto di lavoro, giunti in Italia clandestinamente e richiedenti protezione internazionale.

Nel dettaglio, è emerso che i lavoratori ricevevano una retribuzione di circa 3 euro l’ora in luogo di 8,55095 euro previsti dal contratto collettivo nazionale di riferimento. Inoltre, la mancanza di un contratto regolare ha privato i lavoratori sfruttati di qualsivoglia assistenza previdenziale e assicurativa nonché del rispetto delle norme in materia di sicurezza, igiene e assistenza sanitaria sui luoghi di lavoro.

Le società piacentine

Le indagini, inoltre, hanno portato anche ad accertare le responsabilità dell’amministratore unico di due società con sede a Piacenza, il quale dopo aver ricevuto le “commesse” da aziende della grande distribuzione, affidava in subappalto il servizio di volantinaggio, tra le altre, alle ditte individuali dei caporali indagati, consapevole del forte sfruttamento dei lavoratori impiegati e determinato ad ottenere un ingente vantaggio, in termini di abbattimento dei costi d’impresa. A tal riguardo, nei confronti delle due citate società piacentine è stato ravvisato l’illecito amministrativo da reato di cui all’art. 25 quinquies del D. Lgs. 231/2001.

L’attività di servizio posta in essere dalle Fiamme Gialle cremonesi testimonia il costante impegno del Corpo a contrasto del fenomeno del caporalato, fattispecie delittuosa che, oltre a penalizzare i lavoratori e l’equità sociale, costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico e distorce la libera concorrenza.

Si evidenzia che il presente procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità saranno definitivamente accertate solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna, pertanto, in attesa della definitività del giudizio, sussiste la presunzione di non colpevolezza e la diffusione del presente Comunicato Stampa è autorizzata, dalla competente Procura della Repubblica, in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo comunque sussistente e prevalente l’interesse pubblico all’informazione.

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