Case di riposo, Baldini (Cgil): “Serve chiarezza sui decessi”. Zurla (Direttore della Gasparini): “C’è stato un aumento ma non come in Lombardia” – AUDIO

Case di riposo

In varie parti d’Italia purtroppo il numero nelle case di riposo di contagiati e dei decessi è altissimo. Sul tema sono intervenuti a Radio Sound Luigino Baldini di Spi-Cgil Piacenza e Renato Zurla Direttore della struttura Gasparini di Pieve Dugliara.

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La situazione purtroppo negli ultimi giorni è peggiorata anche a Piacenza spiega Baldini Direttore di Spi – perché all’inizio della pandemia al personale, a parte rarissime eccezioni, non è stato fornito il materiale di tutela individuale. I numeri sono peggiorati. Circa un centinaio le persone morte. Poco importa se per Coronavirus o se per le condizioni sono peggiorate a causa del virus. E’ incomprensibile che in situazioni con persone così fragili non si sia pensato a intervenire diversamente”.

Bisogna agire in fretta ma con trasparenza prosegue Baldiniperché per qualche settimana i dati sono stati completamente nascosti. Poi si sono sollevati i problemi e qualcosa è emerso, ma i numeri continuano ad arrivare a singhiozzo. Potrebbe essere successo che l’ospedale durante il picco dell’epidemia non sia riuscito più a ricevere pazienti e gli ospiti delle residente per anziani sono rimasti in queste strutture. A un certo punto il tampone a queste persone non è stato nemmeno più fatto, perché il numero di chi aveva i chiari sintomi del virus era talmente alto che il test si faceva dopo, se c’era tempo. Oggi per avere una corretta informazione però serve maggior chiarezza sui decessi, perché è differente avere 727 vittime o averne 900. Poi vedremo quello che è successo. Io dirigo lo Spi e ho 15mila iscritti e so quante persone sono morte nella mia organizzazione. Sono veramente tante!”

Renato Zurla, Direttore della struttura Gasparini di Pieve Dugliara, sul presunto aumento del numero di decessi nel periodo di emergenza sanitaria rispetto agli scorsi anni.

Non certamente ai livelli riportati dalle notizie provenienti da situazioni avvenute in Lombardia. Abbiamo avuto anche noi un aumento, ma non in una maniera così esagerata. Alla fine della pandemia servirà fare chiarezza soprattutto sul contenuto clinico e su come si sia sviluppato e cresciuto il virus in queste strutture. Teniamo conto che ogni anno l’influenza purtroppo peggiora le malattie e porta alla morte, certo il Coronavirus ha creato situazioni ancora più gravi perché ha colpito quadri clinici già difficili. Comunque noi con i dispositivi di protezione individuale siamo partiti dall’inizio dell’emergenza“.

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