Certificazione della parità di genere è la novità annunciata dall’associazione alle aziende piacentine che intendano intraprendere il percorso di certificazione di parità ai sensi della UNI/PdR 125:2022.
“Proprio l’anno scorso, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, come ConfapiD Piacenza abbiamo organizzato un convegno sul valore della parità di genere nell’impresa – spiega Barbara Boselli, alla guida di ConfapiD Piacenza – l’obiettivo di allora era di fare chiarezza sulla certificazione che attesta, vale la pena ribadirlo, un cambio di mentalità e di approccio alla gestione delle risorse umane e dell’ambiente di lavoro attento alle pari opportunità e ai processi per gestire la parità di genere nella comunicazione, nei metodi di reclutamento e ricerca personale, nella selezione, nei percorsi di carriera e nella remunerazione”.
Il passo successivo, stimolato anche dal convegno, era quello di sensibilizzare le aziende interessate, sostenendole nel percorso con un servizio di assistenza ad hoc.
“Nel concreto questo nuovo servizio prevede diverse fasi – spiega il direttore di Confapi Piacenza Andrea Paparo – in primis un necessario check up preliminare a cui segue il supporto per la valutazione dei KPI, ossia degli indicatori chiave di prestazione. A questo punto c’è la consulenza vera e propria, necessaria per delineare le politiche di gestione delle risorse umane, pianificare le strategie di governance, attuare e monitorare le azioni intraprese, implementare il sistema di gestione. Infine il percorso si conclude con una fase di assistenza durante l’audit con l’ente di certificazione”.
Da segnalare anche che “grazie a un progetto in essere e alla collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza – sottolinea il direttore Paparo – sarà possibile nei mesi di gennaio e febbraio 2025, per un numero massimo di dieci aziende, ospitare studenti opportunamente formati sul tema della parità di genere al fine di essere in ausilio per la certificazione stessa”.
“Per un’azienda è importante conseguire la certificazione della parità di genere – concludono Boselli e Paparo – ricordiamo infatti che il suo ottenimento favorisce il miglioramento della brand reputation e consente alle imprese di accedere a sgravi fiscali e premialità nella partecipazione a bandi”.
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