Cinghiale semina il panico a San Nicolò nei pressi della via Emilia. AUDIO intervista al Sindaco di Rottofreno

cinghiali lungo l'autostrada

Cinghiale semina il panico a San Nicolò nel quartiere Brugnata nei pressi della via Emilia. Fortunatamente in questa occasione non ci sono state gravi conseguenze per gli automobilisti.

Le segnalazioni sono cominciate ad arrivare nel tardo pomeriggio del 10 gennaio. L’animale, attorno ai 100 kg, si è infilato nel centro abitato poco distante dalla via Emilia. Un tratto percorso da numerosi veicoli considerando l’ora di punta.

Sul posto la Polizia Municipale dell’Unione Bassa Valtrebbia e Valluretta, i Carabinieri di San Nicolò e Sarmato e i volontari dell’Associazione Italiana Sicurezza Ambientale hanno provveduto a gestire in sicurezza la particolare situazione.

Il cinghiale per diverso tempo è rimasto nel campo adiacente la via Emilia, ma a un certo punto ha deciso di attraversare la strada. Il passaggio è avvenuto in massima sicurezza grazie all’intervento degli agenti della Municipale. L’animale seguito a vista dalle forze dell’ordine è stato “accompagnato” fuori dal centro abitato, fino a far perdere le proprie tracce nella campagna.

Con l’abbassarsi deciso delle temperature, episodi di questo tipo sono sempre più frequenti anche nel piacentino. Il più drammatico risale al 3 gennaio con l’incidente mortale avvenuto in autostrada nella zona di Lodi. Un altro scontro si è poi verificato il 4 gennaio, sempre in A1 nei pressi di Fiorenzuola. Fortunatamente in quell’occasione non ci furono feriti, ma solo danneggiamenti alle vetture.

L’intervento del Sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani sulla sua pagina Facebook.

Non posso evitare una nota di preoccupazione di fronte alla ripetizione di eventi di questa natura (lo scorso anno fu un cerbiatto a tenerci in scacco per molte ore dalle parti di via Agazzano).
In questo senso abbiamo lanciato più volte nel corso degli anni segnalazioni ed appelli agli enti sovraordinati, purtroppo senza esiti proficui.
Credo che istituzioni e portatori di interessi dovrebbero finalmente, insieme alla comunità scientifica, avviare una riflessione su metodi di contenimento del problema compatibili con il rispetto della natura nel suo complesso, senza dimenticare che anche l’uomo ne fa parte a pieno titolo.