“Una situazione esasperante che non ci consente più di lavorare”. A parlare è Nadia Rossi, titolare della società agricola Malacalza Ivan e tra le coordinatrici provinciali del movimento Coldiretti Donne Impresa Piacenza. A Vaccarezza di Bobbio, dove coltiva 90 ettari di terreno a foraggio, patate e cereali, il problema dei selvatici è annoso ma negli ultimi tempi, complice il complesso quadro normativo vigente per contenere la Peste Suina Africana che ha limitato la caccia, la situazione è precipitata: “Nei giorni scorsi ho visto un centinaio di cinghiali mentre distruggevano i nostri campi, è scoraggiante per chi come noi con fatica e sacrifici porta avanti l’agricoltura in montagna. Non ce la facciamo più, bisogna fare qualcosa”.
Un appello, il suo, cui si sono uniti quelli di Denise Passerini e di Domenico Giafusti di Coldiretti nonché di altre realtà agricole tutte dell’alta Valtrebbia: “Andare avanti sta diventando impossibile, questo non significa solo la perdita del lavoro per noi, a perderci – hanno affermato rimarcando l’importanza dell’agricoltura in montagna come presidio del territorio contro l’abbandono e il dissesto idrogeologico – è tutta la comunità”.
Richieste che hanno spinto la Polizia provinciale come chiesto da Coldiretti, a effettuare un sopralluogo che si è svolto nella mattina di venerdì 4 agosto, per accertare la gravità della situazione venutasi a creare.
“Ringraziamo la Provincia, la sua presidente Monica Patelli, il consigliere provinciale Giampaolo Maloberti e la polizia provinciale per la disponibilità a condividere insieme a noi una strategia che dia risposte efficaci a questo problema” ha affermato il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli presente insieme al segretario di zona Giuseppe Monfreda, al referente dei danni da fauna Adriano Fortinelli e al consigliere Maloberti.
L’incontro è stato propedeutico all’avvio di un confronto tra Provincia, Corpo Forestale dello Stato, mondo agricolo, sindaci dei comuni interessati e Atc, affinché si possa valutare come contenere questi animali la cui proliferazione continua a causare troppi danni, oltre a costituire un grave problema per la sicurezza e l’incolumità di tutti e una minaccia sul fronte sanitario per il rischio di diffusione della Psa.
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