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Classifica di Legambiente, Piacenza sale al 39° posto, ma la strada è ancora in salita. Laura Chiappa: “Il freno a mano è ancora tirato, servono più aree verdi” – AUDIO

Rapporto ambiente, Piacenza sale al 39° posto, ma la strada è ancora in salita. Nella graduatoria annuale di Legambiente, la città guadagna sei posizioni, pur restando ultima in Emilia-Romagna.

L’Ecosistema Urbano è il rapporto annuale realizzato da Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che analizza le performance ambientali dei capoluoghi di provincia italiani. Lo studio prende in esame 20 indicatori ambientali, che riguardano diversi aspetti della sostenibilità urbana, dalla qualità dell’aria alla gestione dei rifiuti, dalla mobilità al consumo di acqua e suolo. Sulla base dei risultati raccolti, a ogni città viene assegnato un punteggio complessivo, che permette di stilare una classifica nazionale. Una fotografia che cambia di anno in anno e che consente di capire quali città stanno migliorando sul fronte della sostenibilità e quali, invece, devono ancora fare passi avanti.

Per Piacenza c’è un miglioramento di posizione – spiega Laura Chiappa Presidente di Legambiente Piacenza – ma Piacenza rimane un’auto che viaggia con il freno a mano tirato. In particolare perché da anni noi ci ritroviamo in una situazione intermedia e non siamo capaci di fare un salto in avanti deciso come invece hanno fatto invece quasi tutte le altre città dell’Emilia Romagna. Noi siamo ultimi nell’indicatore della regione e questo è un segnale molto chiaro, quindi si tratta di una situazione di mediocrità. Nonostante il balzo in avanti non siamo capaci di cambiare.

Ci sono comunque dei segnali positivi?

Si, per esempio la perdita delle reti idriche, siamo primi. Siamo migliorati sulla raccolta differenziata e abbiamo una buona quantità di rete ciclabili, ma anche qua ci sono sempre luci ed ombra. Perché non sono assolutamente connesse l’una all’altra.

Secondo Legambiente Piacenza le maggiori criticità rimangono il consumo di suolo e la qualità dell’aria. Infatti Piacenza è al 93esimo posto della classifica, quindi tra le città peggiori d’Italia. Nel quinquennio del 2019-2024 abbiamo consumato altri 15,6 m² di suolo per abitante, quindi è molto preoccupante per una città che ha già 3 milioni di m² di superficie impermeabilizzate dalla logistica.

Guardando ai prossimi anni, quali interventi concreti servirebbero per far recuperare posizioni a Piacenza e migliorare la qualità della vita dei cittadini?

Intanto sulla questione del consumo di suolo, andrebbero bloccate le ulteriori espansioni di logistica e mettere a sistema, quindi guardare quelle che sono le necessità, cioè il futuro della città. Ad esempio le scelte del nuovo piano urbanistico, attualmente in corso in Consiglio Comunale. dovrebbero tener conto del tema della logistica. Sarà un banco di prova della sostenibilità del piano stesso e anche delle intenzioni di queste amministrazioni ma anche delle future, perché il piano urbanistico generale dura una decina di anni, anche 15 a volte.

Quindi cos’è indispensabile?

Tutelare le ultime aree verdi e permeabili che sono ancora presenti in città, sia che siano pubbliche ma anche se sono private e quindi far pesare più l’interesse pubblico sulle richieste di edificazione. Inoltre va data la priorità al recupero delle aree già urbanizzate e vanno posti dei limiti reali alle espansioni di nuova logistica. Ogni terreno libero è una risorsa fondamentale per contrastare quelle che sono le ondate di calore, assorbire le piogge, migliorare la qualità di vita delle persone che abitano a Piacenza.

Laura Chiappa ha citato anche la questione del traffico. Secondo lei bisognerebbe cominciare a costruire nuovi parcheggi scambiatori all’esterno della città in modo da rendere facile raggiungere il centro storico agli automobilisti senza intasarlo di traffico.

Ci sono tante le misure che ci sono già nei piani – Conclude la Presidentessa di Legambiente Piacenza – ma bisogna ovviamente applicarle e dare delle priorità alle varie problematiche. Il tema ambientale è un tema di carattere economico e sociale, quindi deve diventare centrale nella gestione. La sfida non è tanto guadagnare 6 posizioni o perderne 10 all’interno di una classifica, ma è cambiare davvero il modo in cui progettiamo il futuro della città!

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