“Garantire condizioni umane a chi si trova in coda al di fuori della Questura è una necessità che riguarda tutti: i cittadini italiani e stranieri, i poliziotti che in quelle file operano così come avvocati, assistenti sociali e tutti coloro che in quei luoghi si recano. Dignità e salute di queste persone sono valori inviolabili la cui tutela riguarda tutti quanti pur con ruoli diversi: da noi, semplici cittadini, fino alle istituzioni dello Stato attraverso le forze politiche e sociali. È indispensabile affrontare questi problemi con razionalità e oggettività senza brame di rivincita o recriminazione politica e senza lanciarsi disordinatamente all’arrembaggio o all’interventismo rapido più adatto a liti via social che non al confronto politico“. Inizia così la nota del Pd in merito all’ormai annosa questione delle lunghe code fuori dalla questura, code formate da cittadini stranieri che si presentano per regolarizzare le proprie posizioni.
A tal proposito non si capisce quale contributo intendesse portare il consigliere regionale Tagliaferri affermando che “il PD oggi si accorge del problema ma quando era al governo non ha fatto nulla”. Forse gli sfugge che oggi è il suo partito al governo del Paese, da quattro anni, nel corso dei quali (per la precisione da Novembre 2022 a Dicembre 2025) gli sbarchi sono stati 310.000, 102.000 in più rispetto al precedente quadriennio 2018-2022. Si può dire che quattro anni di Governo guidato da Fratelli d’Italia e norme sull’immigrazione definite dalla legge nota come Bossi-Fini (non esponenti PD) potevano bastare a loro per accorgersi, per tempo, dell’inevitabile sovraccarico sulle Questure?
Eccessive anche le polemiche nei confronti dell’amministrazione comunale. Se esigenze concrete hanno portato a modifiche dell’arredo urbano di fronte al palazzo della Questura, è giusto e doveroso richiamare l’attenzione sul ripristino rapido di una copertura del percorso. Ma elevare questo aspetto a “tema politico” del quale discutere per giorni serve solo a distrarre da un’analisi adeguata di problematiche che vanno bel oltre il perimetro di competenze di un’amministrazione comunale, come sa chiunque abbia un minimo di conoscenza di architettura dello Stato e, rispettando tale assetto di ruoli e poteri, voglia di affrontare la questione alla radice, razionalmente e al di fuori di un dualismo ideologico che non ha prodotto risultati.
E’ nata da questa consapevolezza, condivisa con numerose forze politiche e associazioni, l’idea di un tavolo permanente che abbiamo proposto al Questore. Non un tavolo estemporaneo per interferire in scelte organizzative e operative di competenza della Questura ma un luogo di dialogo, comprensione delle esigenze di tutti e rispetto dei ruoli istituzionali, per giungere alla miglior tutela possibile delle persone coinvolte.
Non ultimi agenti e funzionari di Polizia, sui quali sta gravando un peso non trascurabile: sarebbe superficiale e irresponsabile non rendersi conto che anche per loro la situazione è difficoltosa, frustrante e foriera di tensioni, e non necessariamente solo per i numerosi accessi agli uffici.
Condividiamo l’idea del sindacato SIAP, che siano necessarie più volanti in servizio sul territorio; tuttavia auspichiamo che questo possa avvenire non riducendo il servizio dell’Ufficio Immigrazione. Certamente “più volanti, meno accessi” suona bene, ma basta una breve riflessione per accorgersi che l’aumento di volanti non può avvenire a scapito delle procedure di regolarizzazione. Meno regolarizzazioni significa sacche di illegalità più ampie, più reati, ulteriore sovraccarico del sistema e quindi inefficacia dell’aumento delle volanti.
Depotenziare questo servizio significa favorire accoglienza indiscriminata e illegalità e noi non sosteniamo né l’una né l’altra. Al contrario, sosteniamo la regolarizzazione qualora ne sussistano le condizioni e, in caso contrario, procedure e provvedimenti dignitosi, legalmente legittimati e sicuri per l’incolumità delle persone come previsto dalla Costituzione.
Serve il massimo impegno affinché nessun dirigente di PS debba essere costretto a scegliere fra più capacità di gestione di verifiche e procedure per la regolarizzazione di cittadini stranieri (qualora ve ne siano le condizioni) e un più efficiente presidio del territorio. Ed è qui che la politica, quella vera, gioca il proprio ruolo portando con serietà le esigenze dei cittadini e dei lavoratori delle forze dell’ordine ai livelli istituzionali adeguati.
Chi oggi è al Governo, soprattutto chi nei territori esprime politicamente il Governo, si faccia carico per esempio della promozione di un più efficiente piano di ripristino degli organici delle forze dell’ordine (e anche di miglior tutela salariale) e della accelerazione della conversione in legge (con relativi decreti attuativi) del disegno di legge delega per il riordino della Polizia Locale al momento fermo in Senato. Queste sarebbero le politiche serie e realizzabili di cui abbiamo tutti bisogno; non facili slogan quali remigrazione (anticostituzionale ed economicamente insostenibile), blocchi navali (illegali in base al diritto italiano e internazionale), promesse di rimpatrio (più che dimezzati con questo Governo incapace di definirne le basi giuridiche e gli accordi bilaterali necessari).
Non posso esimermi dal replicare alle assurdità dette dal segretario del PD di Piacenza, Gobbi, che, riferendosi alle nostre posizioni sindacali, laddove chiediamo più personale alle Volanti e meno agli uffici amministrativi, facendo solo riferimento a una sola parte del nostro intervento, con fare politico che reputo strumentale e di basso profilo, afferma: “che l’aumento di volanti non può avvenire a scapito delle procedure di regolarizzazione”. Ricordo al segretario del PD che stiamo parlando di poliziotti e, casomai, al contrario di ciò che dice, è l’aumento dell’impiego dei poliziotti in attività amministrative che non può avvenire a scapito della sicurezza dei cittadini e, quindi, del controllo del territorio e della sicurezza degli operatori stessi.
Da sindacalisti di una categoria di lavoratori chiamati a difendere la sicurezza dei cittadini, spesso richiesta con più controllo del territorio, è così strano che chiediamo più poliziotti nelle Volanti che, oltre a incrementare la sicurezza dei cittadini, aumenta la sicurezza degli operatori stessi laddove chiamati a intervenire in una rapina, in una rissa ecc., essendo più numerosi, si tutela, di conseguenza, anche la sicurezza di questi lavoratori? O la sicurezza sul lavoro, tanto decantata, non vale per i poliziotti? Fare il nostro lavoro sindacale a tutela di questi dà fastidio?
Del resto, alcune prese di posizione perbeniste e sinistre contro i poliziotti le conosciamo, ci abbiamo fatto il callo. Eppure, prendendo le parole della consigliera di minoranza Sara Sorresi, sembra davvero che la mano sinistra non sa cosa fa la destra, laddove proprio la sindaca Tarasconi, PD, dello stesso partito di Gobbi, alla quale va il nostro ringraziamento, insieme a noi del SIAP e ad altri soggetti politici e sindacali, è riuscita, soprattutto lei, a far sì che il Ministro dell’Interno e il Capo della Polizia facessero visita a Piacenza, ottenendo davvero rinforzi, in nome del controllo del territorio, poi finiti all’Ufficio Immigrazione, lasciando in braghe di tela gli operatori delle Volanti che, poco tempo fa, hanno effettuato servizi di controllo del territorio notturno con una sola Volante. E per questo manifesteremo a settembre.
Nell’attuale situazione, l’unico rimedio per diminuire le file fuori della Questura è far accedere meno utenti che, anche se le pratiche avvengono in ritardo (ricordiamo che per i casi urgenti come lavoro, viaggi ecc., c’è una procedura apposita), non rischiano nulla e non vivono nell’illegalità.
L’illegalità si chiama clandestinità, spesso glorificata da taluni politici. Si sappia, inoltre, che da quando faccio sindacato, 25 anni, sono venuto a conoscenza di sole tre domande da parte di poliziotti, avanti con l’età, che hanno richiesto di far servizio all’Ufficio Immigrazione in quanto, oggi più di ieri, i colleghi, soprattutto giovani, vogliono essere operativi.
Vedere, come succede oggi, ragazzi di giovane età agli sportelli, mi piange il cuore. Sia chiaro, anche questo servizio è importante, come ogni attività amministrativa che i poliziotti svolgono, compreso il centralino, ma da sindacalisti dobbiamo difendere il nostro mandato primario, difendere per primi chi sta in prima linea. O è così strano? Si assumano impiegati civili per gli sportelli e si lasci ai poliziotti le pratiche indispensabili, credetemi, ne saremmo felici.
Le soluzioni ci sono, con nuove strutture, ma ci vorranno anni e, pertanto, o si accetta la fila, con accorgimenti che stanno avvenendo anche grazie al Comune, da noi del SIAP richiesti mesi fa – basta leggere vecchi comunicati – o si riducano gli ingressi. Ora che finalmente si sta facendo qualcosa, per aver tolto i gazebo per effettuare lavori di miglioramento, senza chiedere il perché, in vista di elezioni, è stata scoperta l’acqua calda con comunicati a non finire, mentre ciò accade da anni e anni.
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