Infrastrutture contro la siccità e no al cibo sintetico, Coldiretti plaude al ministro Lollobrigida

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E’ importante l’impegno del Governo sulla semplificazione anche per accelerare la realizzazione delle infrastrutture di cui il Paese ha bisogno. Siamo in una situazione in cui riusciamo a intercettare e raccogliere solo l’11% della acqua piovana. Così il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli in riferimento alle conclusioni del tavolo interministeriale sulla crisi idrica presieduto dal Presidente del Consiglio. 

“Non solo emergenza ma anche programmazione”

Finalmente – sottolinea – il governo ha affrontato il tema dell’acqua non solo come emergenza, ma anche per consentire la programmazione necessaria per gestire una risorsa essenziale per l’intera collettività attraverso una cabina di regia tra tutte le Istituzioni interessate a livello nazionale e territoriale. Gli agricoltori – spiega infatti il direttore di Coldiretti Piacenza – sono impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi civili industriali ed agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell’intero settore alimentare”.

Cibo sintetico

L’impegno del Governo in questa direzione è stato ribadito anche questa mattina, giovedì 2 marzo, dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste On. Francesco Lollobrigida a Piacenza per lacerimonia del Dies Academicus, all’università Cattolica.  

Accogliamo con favore – sottolinea Coldiretti Piacenza – anche le parole del Ministro sul tema del cibo sintetico con l’annuncio della volontà di normare il divieto della produzione, dell’uso e della commercializzazione del cibo sintetico in Italia, come richiesto dalla petizione promossa da Coldiretti, che, con la raccolta firme in corso, vuole fermare una pericolosa deriva che mette a rischio il futuro della cultura alimentare nazionale, delle campagne e dei pascoli e dell’intera filiera del buon cibo Made in Italy, già impegnata a far fronte ai cambiamenti climatici con la siccità e ai rincari continui.

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