Dopo il no alla costruzione dell’impianto di biometano a Sarmato, sul tema è intervenuto anche il Presidente del Comitato di Cittadini Bruno Fellegara.
La Sindaca Claudia Ferrari a Radio Sound ha motivato la contrarietà al progetto a causa di diverse criticità, ma soprattutto la localizzazione dell’impianto che disterebbe a 300 metri dalle prime abitazioni del centro abitato.
“Una notizia per noi inattesa – commenta Fellegara – ma che ci ha piacevolmente sorpreso. Siamo lieti che la la Sindaca abbia avuto un ripensamento dichiarando il suo no al progetto. Ora non ci resta che augurarci che le osservazioni inviate ad Arpae possano trasformasi in un decisivo parere contrario al progetto depositato”.
“Ci sono delle parti che lasciano perplessi. Fin dal primo momento l’atteggiamento assunto della Sindaca è stato fin troppo prudente. Lo scorso luglio parlava di un impianto ermetico che non avrebbe prodotto odori. A fine luglio dichiarò che il Comune sarebbe stato tenuto a dare alla Conferenza dei Servizi solo un parere urbanistico, mentre ad agosto comunicò della possibilità di approfondire alcune questioni e di voler fissare un incontro pubblico a settembre, ma questo non è avvenuto. Per ultimo, nel Consiglio Comunale del 16 settembre 2024 ha ribadito che il Comune è tenuto a esprimere un parere di conformità urbanistica sulla destinazione d’uso del terreno. Cioè ha assunto un atteggiamento molto prudente senza ascoltare le nostre motivazioni. Noi abbiamo raccolto solo grida di allarme dei cittadini che sono state interpretate come grida di persone che invocano soluzioni facili. Questo ci è dispiaciuto”.
E’ una cosa singolare. Noi avevamo segnalato subito la problematica della costruzione vicino al centro abitato. Ci si è accorto di questo il 27 settembre, dal 27 di giugno. Da un lato siamo contenti che il no sia arrivato, probabilmente se fosse arrivato prima ci sarebbe stata qualche polemica in meno.
“E’ vero, però il parere del Comune ha un peso molto forte sulla vicenda. Da quello che abbiamo potuto studiare, ora Arpae ha 5 giorni lavorativi di tempo per esprimere la conclusione del provvedimento. Pensiamo che essendo stati acquisiti atti di dissenso con condizioni e prescrizioni che possono essere accolto. Speriamo in questo giudizio negativo per mettere la parola fine”.
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