“Commento frainteso”, l’ordine dei medici archivia il caso di Silvia Pantano

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Commenti razzisti su facebook? L’ordine dei medici archivia il caso di Silvia Pantano. La Commissione Medica ha analizzato il caso, intenzionata a valutare l’ipotesi di procedere in via disciplinare nei suoi confronti.

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La Commissione si è trovata concorde nel ritenere quel commento comunque infelice ma semplicemente disastroso se considerato isolatamente e non correlato ad un comunicato della OPEN che, effettivamente, aveva operato un colorito quanto suggestivo riferimento al modo di trasferimento delle persone portate via “come bestiame”.

La stessa Commissione ha potuto constatare che:

  • il commento dell’iscritta era correlato a quel passo del comunicato OPEN che parlava di “bestiame”. Con quell’infelice espressione voleva solo dire di non credere che i migranti fossero stati trasportati come “bestiame”. Circostanza che risultava all’evidenza dei servizi tele-diffusi;
  • la Collega si era inutilmente adoperata nel recapitare sui social altri post di spiegazione e di scuse per il fraintendimento prodottosi e favorito dall’avvenuto isolamento e decontestualizzazione sul web del proprio post rispetto al comunicato OPEN;
  • la stessa ha poi provveduto – sempre senza effetto – a togliere ogni proprio post dal sito, trovandosi in ogni caso di fronte ad una proliferazione impressionante ed aggressiva di commenti di vario genere. Commenti contenenti per di più insulti, volgarità, ingiurie di ogni tipo. Salvo rare eccezioni. Qualcuno cercava di porre l’attenzione sul fatto che quel commento era relazionato come risposta al citato passo del comunicato OPEN.

La decisione della commissione medica

La Commissione Medica ha dovuto prendere atto che l’iscritta non aveva inteso esprimere deteriorità razziste nei confronti dei migranti trasferiti. Ha comunque trovato una più che adeguata pena – pur non disciplinare – per la leggerezza con cui ha postato un commento oggettivamente infelice ed equivoco. Ha ricevuto una valanga di attestazioni non certo lusinghiere, che non lasciano indifferenti neppure l’estraneo lettore.
Quel termine “bestiame” è stato raccolto e usato oltre la intenzione descrittiva e solidaristica del fenomeno migratorio ed alle sue drammaticità.

La Commissione Medica, nell’archiviare il caso, ha tenuto inoltre a sottolineare la condivisione del percorso valutativo intrapreso dal Presidente. Quest’ultimo non ha lasciato alcun commento su una situazione da valutare e approfondire. Il presidente ha deciso di ascoltare l’iscritta e investire l’Organo Collegiale deputato al vaglio della fattispecie.

Occorre di certo porre attenzione all’uso delle parole e a non farsi travolgere dalla tentazione del coinvolgimento opinionistico immediato che caratterizza la metodologia e pratica del mondo dei social. Sistemi del tutto diversi da quelli più doverosamente consoni a compiti e ruoli istituzionali e pubblici, rischiando altrimenti di concorrere nelle suggestività già sottolineate. Negli stessi commenti si sono registrati dei contributi partecipativi non particolarmente meditati ed approfonditi anche da parte di Colleghi e da persone non ignote rivestenti ruoli di responsabilità e visibilità anche pubblica.

Proprio per questo la Commissione Medica, all’esito della disamina del caso, ha ritenuto di dovere comunque far proprio e rappresentare anche per la Collega un altro passo del comunicato OPEN ove si sottolinea il valore del principio per il quale “non si può avvallare l’odio castigatore” e questo di certo può avvenire anche per inopportuna e leggera superficialità.

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